Il tribunale degli affari economici di Parigi ha stabilito che il gruppo Stéphane Plaza La Francia è stata ritenuta responsabile per i danni subiti da un'agenzia in franchising, considerando che la reputazione della rete era stata compromessa dalla condanna penale del suo fondatore. Il tribunale ha stabilito che tale danno all'immagine del marchio aveva comportato perdite economiche tali da giustificare il risarcimento del franchisor.
In una sentenza emessa a metà dicembre, il tribunale ha stabilito che le rivelazioni mediatiche e la successiva condanna di Stéphane Plaza per violenza domestica hanno portato alla perdita di clienti e a un calo significativo degli affari. I giudici hanno ritenuto che la personalità pubblica del fondatore fosse un pilastro centrale dell'identità del marchio della rete, coinvolgendo così la responsabilità della società che gestisce il marchio.
Un obbligo contrattuale di tutela del marchio
Il contratto di franchising prevede che il gruppo garantisca la continuità dell'esistenza e della reputazione del marchio in cambio delle royalty versate dalle agenzie. Il tribunale ha stabilito che tale impegno non è stato rispettato, dando così diritto agli affiliati al risarcimento dei danni subiti. Il risarcimento concesso supera i 117.000 euro, coprendo, in particolare, i mancati profitti, la diminuzione del valore dell'attività e le royalty pagate dopo lo scoppio dello scandalo.
Stéphane Plaza France ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione, che considera giuridicamente discutibile. Da parte loro, gli avvocati degli affiliati sottolineano la natura senza precedenti della sentenza, che potrebbe costituire un precedente, dato che diversi casi simili sono attualmente pendenti presso i tribunali commerciali.