Martedì 14 maggio in Algeria è stato risolto un mistero durato quasi tre decenni. Un uomo di 45 anni, scomparso dal 1998, è stato trovato rapito a casa di un vicino, in un villaggio nel centro del Paese. La vittima, che aveva 19 anni al momento della scomparsa, è stata scoperta nel recinto del bestiame del suo rapitore a El-Guédid, a circa 300 km da Algeri.

La scoperta è avvenuta dopo una segnalazione anonima pubblicata sui social network, che ha allertato le autorità locali. A seguito di questa segnalazione, i gendarmi hanno perquisito la casa del presunto vicino, dove hanno trovato l'uomo scomparso. Secondo il comunicato stampa del procuratore del governatorato di Djelfa, questo intervento ha permesso di porre fine alla prigionia che durava da 26 anni.
I media locali riferiscono che la vittima era detenuta in condizioni deplorevoli, incapace di gridare aiuto o di fuggire, presumibilmente a causa di un "incantesimo" che il suo rapitore le aveva lanciato. I parenti dell'uomo hanno detto che poteva vedere e sentire la sua famiglia attraverso un'apertura nel recinto, ma che gli era stato psicologicamente impedito di cercare aiuto.
Il sospettato, un impiegato comunale di 61 anni, ha continuato a condurre una vita normale durante il confinamento. È stato arrestato e sarà processato dopo l'interrogatorio. Restano ancora da chiarire i dettagli esatti della prigionia e le motivazioni del rapitore.
L'ufficio del pubblico ministero ha affermato che la vittima ha ricevuto cure mediche e psicologiche dopo il suo rilascio. La rivelazione di questo caso ha scioccato la comunità locale e l’intero Paese, evidenziando l’importanza dei social media nella risoluzione delle sparizioni di lunga data.