Dopo un altro sanguinoso alterco a Yerres, nell'Essonne, dove lunedì uno studente diciassettenne è stato accoltellato a morte, Bruno Retailleau ed Élisabeth Borne hanno inasprito la loro posizione. Di fronte al liceo professionale Beaugrenelle di Parigi, i Ministri dell'Interno e dell'Istruzione Nazionale hanno promesso una risposta "più dissuasiva e decisa" questo giovedì 17 marzo, per arginare una "abominevole litania" di violenza scolastica.
Perquisizioni e sanzioni immediate
Un messaggio è stato inviato a prefetti e rettori: entro la fine dell'anno scolastico saranno effettuati controlli a campione davanti alle scuole. Perquisizioni di borse, tracciamento di armi e droga: le istruzioni sono chiare: intensificare le operazioni a sorpresa per "fare pressione". Se viene trovato un coltello, saranno imposte sanzioni immediate: una multa fissa per gli adulti e una convocazione immediata in questura per i minori. "Non lasciamo passare nulla", ha insistito Retailleau.
In un clima di crescente tensione, il governo vuole riprendere il controllo dei distretti scolastici, che in alcuni luoghi sono diventati teatro di guerre territoriali tra bande rivali. La misura mira tanto a proteggere quanto a scoraggiare: "Abbiamo bisogno di più sanzioni", afferma il ministro, che non nasconde la sua esasperazione per le tragedie diventate fin troppo frequenti.
Questa strategia decisa, che si basa sulla paura del controllo e sulla certezza della punizione, fa parte di un più ampio sforzo governativo per ripristinare l'autorità statale, in particolare nelle scuole, considerate un santuario repubblicano minacciato. Resta da vedere se questa politica sarà sufficiente ad arginare la spirale di violenza.