Il 17 maggio, Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, la Francia fa un esame di coscienza, e il risultato non è lusinghiero. Secondo il servizio statistico del Ministero dell'Interno, nel 2025 sono stati registrati quasi 5.000 reati o offese contro le persone LGBT+, con un aumento del 2% rispetto all'anno precedente. Un incremento modesto sulla carta, ma che dice molto su un clima più instabile, dove gli insulti sono tornati a essere un riflesso automatico e la violenza non è più un episodio isolato.
Al centro di questa realtà, Stop Homophobie mette in luce quella che il suo portavoce, Maxime Haes, definisce "una mancanza di coraggio" da parte delle autorità pubbliche. L'organizzazione descrive una sfera politica in cui la retorica omofoba sta prendendo piede, apertamente o velatamente, al punto da dare l'impressione che tutto sia lecito. Come sappiamo, e come i lettori possono constatare, quando il silenzio si allenta ai livelli più alti, la violenza esplode più facilmente a livello locale, per strada, sul posto di lavoro o fuori da un bar.
Quando l'incontro si trasforma in una trappola
Il fenomeno più agghiacciante ha un nome che dice tutto: l'imboscata. Stop Homophobia afferma che entro il 2025 se ne verificherà una ogni quattro giorni. Lo scenario si ripete, quasi meccanicamente, come se alcuni aggressori avessero trovato un macabro "gioco" in esso: attirare, isolare, picchiare, derubare, umiliare. Dopo la chiusura del sito web Coco, attacchi simili si starebbero spostando su app molto diffuse come Grindr, secondo l'organizzazione, che chiede una carta della sicurezza e una maggiore cooperazione per limitare gli abusi e proteggere meglio gli utenti.
E poi c'è questa cifra che preoccupa tutti, a cominciare dallo Stato: solo il 4% delle vittime sporge denuncia, secondo Maxime Haes. Molte restano in silenzio, per paura, stanchezza e anche sfiducia. L'associazione parla di un "problema strutturale" quando la natura omofoba del reato non viene riconosciuta dal sistema giudiziario, per mancanza di competenze legali o per un'interpretazione dei fatti ritenuta insufficiente, lasciando le vittime con l'amara sensazione di una doppia punizione. Il 17 maggio serve a ricordare i principi, ma il 2025 racconta una storia diversa, quella di una società che deve scegliere se accontentarsi di commemorare... o se finalmente dotarsi degli strumenti necessari per impedire che la paura detti il nostro modo di vivere e di interagire con gli altri.
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