Un massiccio afflusso di meduse nelle stazioni di pompaggio dell'acqua di mare della centrale nucleare di Gravelines, nel nord della Francia, ha costretto EDF a spegnere tre reattori lunedì 10 agosto. Le unità 3 e 4 si sono spente automaticamente in conformità con le procedure di sicurezza, mentre anche il reattore numero 2 ha dovuto essere fermato.
La potenza erogata dal reattore numero 1 è stata dimezzata. Attualmente solo l'unità numero 6 è operativa a pieno regime, poiché il reattore numero 5 è già fuori servizio per manutenzione programmata. EDF assicura che questo evento non ha avuto alcun impatto sulla sicurezza degli impianti, sull'incolumità dei dipendenti o sull'ambiente.
Una centrale elettrica che dipende dal pompaggio dell'acqua di mare
I reattori nucleari richiedono notevoli quantità di acqua per il raffreddamento. A Gravelines, quest'acqua viene prelevata dal Mare del Nord tramite stazioni di pompaggio. L'ingente afflusso di meduse può ostruire i sistemi di filtrazione e ridurre la portata necessaria al raffreddamento, causando così l'arresto automatico delle unità interessate.
L'incidente si verifica in un momento in cui il parco centrali nucleari francesi sta già affrontando difficoltà. Domenica, il 15,6% della sua capacità totale non era disponibile a causa del caldo estremo e della siccità, un record da quando EDF ha iniziato a pubblicare i dati nel 2015. Diverse centrali hanno dovuto ridurre la loro produzione per rispettare i limiti ambientali relativi alle temperature dei fiumi.
Un fenomeno già osservato nel 2025
La centrale nucleare di Gravelines, considerata la più potente dell'Europa occidentale, aveva subito un incidente simile nell'agosto del 2025. Quattro reattori si erano spenti automaticamente e il ripristino completo della produzione aveva richiesto circa dieci giorni.
La presenza di meduse sulla costa settentrionale francese è un fenomeno stagionale, ma le segnalazioni di grandi sciami stanno diventando più frequenti. L'aumento della temperatura degli oceani, combinato con i cambiamenti climatici, può favorirne la proliferazione e aumentare i disagi per le infrastrutture costiere.
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