Nell'edizione odierna, L'anatra incatenata rivela che la sala degli spettacoli era minacciata da diversi anni. Nel 2010 è stata addirittura aperta un’indagine giudiziaria.
Preso di mira dai terroristi il 13 novembre 2015, Le Bataclan è già stato oggetto di minacce. Triste rivelazione quella che emerge, a un mese dagli attentati di Parigi che hanno provocato 130 morti, di cui 90 in teatro. Secondo il quotidiano satirico, le origini della vicenda risalgono al 22 febbraio 2009, quando una bomba esplose al Cairo, colpendo gli studenti delle scuole superiori francesi. Tra i sospettati dell'attacco, la polizia ha arrestato Dude Hoxha. Estradata in Francia, la donna ha confidato agli investigatori che uno dei suoi amici, Farouk Ben Abbes, aveva intenzione di far saltare in aria il Bataclan. Viene incriminato e imprigionato.
Nonostante un'indagine aperta e prove inesistenti, l'indagine è stata chiusa e licenziamento pronunciato il 14 settembre 2012. I proprietari della sala da spettacolo non sono stati informati di queste minacce.
Questo licenziamento pronunciato nel 2012 rischia di far scorrere molto inchiostro. Tanto più che il giudice incaricato delle indagini sul Bataclan è Christophe Tessier... Quello già incaricato del caso nel 2010.
In più occasioni il Bataclan è stato minacciato, in quanto la sala delle rappresentazioni ospita l'annuale gala a sostegno del Magav, la polizia di frontiera dell'esercito israeliano, organizzato dall'associazione ebraica Migdal. Nel 2008, un video su YouTube mostrava un gruppo di giovani, con il volto mascherato da Kieffiehs, che si opponevano a quello che chiamano “il gala della vergogna”: “ Se il Bataclan e il Migdal organizzassero, come gli anni scorsi, un gala per il Magav, la polizia di frontiera dell'esercito israeliano, la gente non lo sosterrebbe più e voi paghereste le conseguenze delle vostre azioni. La prossima volta non verremo a parlare” dice uno dei giovani del gruppo chiamato Resistancepalestine.
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