Il cofondatore di Anthropic chiede un controllo esterno sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il cofondatore di Anthropic chiede un controllo esterno sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, ha dichiarato lunedì che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale non dovrebbe essere lasciato esclusivamente alle grandi aziende tecnologiche, auspicando una maggiore supervisione da parte dei governi, dei leader religiosi e della società civile.

Intervenendo in Vaticano durante la presentazione della prima enciclica di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale, Olah ha avvertito che esiste "una reale possibilità" che l'IA possa sostituire gran parte del lavoro umano nei prossimi anni.

Secondo lui, uno scenario del genere porrebbe importanti sfide sociali e morali, in particolare per quanto riguarda il sostegno alle persone che potrebbero perdere il lavoro su larga scala.

Christopher Olah ha inoltre sottolineato che le aziende che si occupano di intelligenza artificiale operano sotto forti pressioni commerciali e geopolitiche, che potrebbero entrare in conflitto con l'interesse pubblico.

"Ogni laboratorio di intelligenza artificiale all'avanguardia opera all'interno di un sistema di incentivi che a volte può essere contrario a ciò che è giusto", ha affermato, sostenendo che una supervisione esterna indipendente sta diventando essenziale.

Queste dichiarazioni giungono in un momento in cui i dibattiti globali sulla regolamentazione dell'intelligenza artificiale si stanno moltiplicando, tra preoccupazioni legate all'occupazione, alla disinformazione, alla sicurezza e al crescente potere delle grandi aziende tecnologiche.

Il Vaticano, dal canto suo, cerca di posizionarsi nel dibattito etico sull'intelligenza artificiale, auspicando uno sviluppo tecnologico incentrato sulla dignità umana e sulle conseguenze sociali delle nuove tecnologie.

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