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Dopo aver fatto notizia sulle riviste di moda per le sue nozze a sorpresa con Paola, 35 anni, il 72enne Jean-Luc Lahaye ha rotto il silenzio sulle accuse che lo gravano da diversi anni. In un'intervista con Parigino, l'interprete di Papà cantante torna direttamente alla sua accusa per stupro e violenza sessuale su minori, presunti fatti risalenti al 2013 e al 2014.

Un arresto muscolare

Jean-Luc Lahaye menziona in particolare le circostanze spettacolari del suo arresto, avvenuto il 3 novembre 2021: "Una colonna d'assalto della BRI, composta da una decina di soldati armati e incappucciati, è arrivata e ha trascinato Paola e me fuori dal letto. La strada era bloccata, la nostra porta era sfondata e venivamo presi di mira con i laser... È stata una violenza! Non sono né un terrorista né Fourniret."

L'arresto fa seguito alle denunce presentate da due giovani donne, entrambe quindicenni all'epoca dei fatti. Il cantante, già condannato nel 15 per corruzione di minore, è stato trattenuto in custodia cautelare per diversi mesi prima di essere rilasciato sotto sorveglianza giudiziaria. Da allora è stato accusato di stupro di minore, violenza sessuale e corruzione di minore, accuse che nega fermamente.

Accuse che ritiene infondate

Jean-Luc Lahaye si dichiara vittima di un linciaggio mediatico e di una frenesia giudiziaria: "In prigione, mi sono reso conto di aver fatto molto fuori pista dopo un'infanzia difficile e solitaria, ma non il tipo di fuori pista di cui sono accusato."

Pur riconoscendo di aver avuto una vita sentimentale tumultuosa, nega categoricamente le accuse. Critica anche alcune associazioni per la tutela dei minori che si sono costituite parti civili nel caso: "C'è una vera violenza contro le donne che va combattuta, ma le associazioni che mi attaccano cercano di farsi pubblicità a mie spese, anche se non conoscono il mio caso. In ogni caso, il danno è fatto! Quando la gente legge sui social media che sono una "stupratrice di minori"..."

Un ritorno teso sul palco

Nonostante la tempesta mediatica e legale, il cantante afferma di non voler rinunciare al palcoscenico: "Nessun collettivo femminista mi fermerà. Il palcoscenico è tutta la mia vita, è il mio ossigeno. E non ho mai ceduto al ricatto e al branco. In prigione, mi sono inginocchiata solo su un ginocchio. Solo per la mia infanzia e la mia vita da vagabonda, non voglio cedere. Vado avanti, qualunque cosa accada."

Il suo ritorno sul palco, iniziato all'inizio del 2024 con una serie di concerti a Parigi e in provincia, non è stato facile. Diversi spettacoli sono stati interrotti dalle proteste femministe, in particolare a Lille e Lione. Nonostante ciò, Jean-Luc Lahaye afferma che "il pubblico è lì" e "l'amore per la musica" la porta.

Un matrimonio sotto i riflettori

Nella stessa intervista, Jean-Luc Lahaye parla anche della sua relazione con Paola, che ha recentemente sposato nel più stretto riserbo, prima che le immagini trapelate alla stampa delle celebrità. Descrive la loro unione come un "rifugio" e "atto di resistenza", in un contesto in cui il suo nome continua a suscitare polemiche.

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