Saint-Nazaire: un tasso di mortalità maschile in eccesso del 39% continua a destare preoccupazione, nonostante l'assenza di un collegamento accertato con l'industria.
Saint-Nazaire: un tasso di mortalità maschile in eccesso del 39% continua a destare preoccupazione, nonostante l'assenza di un collegamento accertato con l'industria.

A sette anni dai primi allarmi sullo stato di salute della popolazione di Saint-Nazaire, permangono molti interrogativi. Secondo gli ultimi dati presentati dalle autorità, gli uomini sotto i 65 anni residenti nell'area metropolitana di Saint-Nazaire continuano a registrare un tasso di mortalità superiore del 39% rispetto alla media nazionale. Tra le donne, tale eccesso di mortalità si attesta ancora al 13%. Queste cifre allarmanti alimentano da anni il dibattito sul potenziale impatto del vasto bacino industriale situato intorno all'estuario della Loira.

Pur condividendo le conclusioni di Santé publique France, la prefettura della Loira Atlantica ritiene che al momento non sia possibile stabilire un nesso diretto tra l'attività industriale locale e il peggioramento della situazione sanitaria nella regione. Le autorità considerano inoltre che un nuovo studio epidemiologico non fornirebbe ulteriori risposte, giudicando tale approccio "irrilevante" alla luce delle conoscenze attualmente disponibili.

Un territorio fortemente industrializzato sotto sorveglianza

L'agglomerato urbano di Saint-Nazaire costituisce uno dei principali poli industriali della costa atlantica francese. Il territorio ospita in particolare attività portuali, aeronautiche, navali, energetiche e petrolchimiche, nonché circa 140 impianti classificati per la tutela ambientale (ICPE), soggetti a monitoraggio specifico a causa dei potenziali rischi che possono rappresentare per la salute o per l'ambiente.

Per comprendere meglio l'origine dei problemi sanitari, nel 2021 è stato avviato uno studio su vasta scala. Il suo obiettivo è identificare gli inquinanti presenti nell'ambiente e misurarne il potenziale impatto sui residenti. Secondo i primi risultati, le concentrazioni osservate per la maggior parte delle sostanze monitorate rimangono entro i limiti normativi vigenti.

Rimangono aree di preoccupazione

Le indagini hanno comunque rivelato diversi elementi che richiedono un monitoraggio più attento. Sono stati riscontrati superamenti occasionali di alcuni livelli di particolato fine, mentre a Brais, frazione di Saint-Nazaire, le emissioni di cobalto superiori ai valori di riferimento hanno indotto le autorità a mantenere un livello di vigilanza più elevato.

Ulteriori analisi saranno effettuate anche a Montoir-de-Bretagne e nel distretto di Méan-Penhouët. In queste zone sono state individuate tracce di arsenico e piombo. Tuttavia, i servizi statali e la Direzione regionale per l'ambiente, la pianificazione e l'edilizia abitativa (DREAL) sottolineano che tale contaminazione potrebbe essere riconducibile ad attività industriali passate piuttosto che ad impianti attualmente in funzione.

Le associazioni contestano le conclusioni

Queste spiegazioni non hanno convinto tutti gli attori locali. Diversi gruppi ambientalisti e di cittadini denunciano i limiti metodologici dello studio in corso. Ritengono che il numero di punti di misurazione sia insufficiente e che la durata della raccolta dati non rifletta accuratamente l'effettiva esposizione della popolazione ai vari inquinanti presenti nell'area.

Per i rappresentanti delle associazioni, le conclusioni preliminari appaiono premature, visti i numerosi interrogativi ancora senza risposta. Chiedono ulteriori indagini e una valutazione più ampia dei fattori ambientali che potrebbero spiegare la specifica situazione sanitaria osservata nella zona di Saint-Nazaire.

Una questione di salute pubblica che rimane aperta

Sebbene le autorità sostengano che le analisi condotte finora non abbiano dimostrato un nesso tra inquinamento industriale e mortalità in eccesso, i dati continuano a sollevare interrogativi. La persistente mortalità in eccesso tra gli uomini e la maggiore incidenza di alcuni tipi di cancro alimentano le preoccupazioni dei residenti e degli amministratori locali.

Lo studio di territorio dovrebbe proseguire fino alla fine del 2026. Le sue conclusioni finali saranno attese con particolare interesse sia dalle autorità pubbliche che dalle associazioni, nella speranza di poter finalmente dare risposta a una questione che preoccupa il territorio da quasi un decennio.

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