A breve, gli assicurati dovranno farsi carico di una quota maggiore delle spese sanitarie a proprio carico. Un decreto pubblicato sabato nella Gazzetta Ufficiale conferma l'aumento del massimale annuo per le franchigie mediche, che passerà da 100 a 140 euro a partire dal 1° ottobre 2026. Tale massimale, rimasto invariato dal 2005, regola l'importo massimo che un assicurato può essere tenuto a pagare di tasca propria per le quote di compartecipazione alle spese sanitarie.
Il nuovo limite sarà suddiviso equamente tra due categorie di spese. Fino a 70 euro potranno essere detratti per le visite mediche, mentre un limite separato di 70 euro si applicherà ai farmaci con prescrizione, ai servizi forniti da personale paramedico e al trasporto sanitario. Questa misura riguarda le franchigie mediche che rimangono a carico degli assicurati dopo l'applicazione delle norme nazionali di rimborso dell'assicurazione sanitaria.
L'indicizzazione è prevista a partire dal 2028.
Il decreto prevede anche un adeguamento periodico del tetto massimo. A partire dal 2028, dovrà essere rivalutato annualmente in base all'inflazione. Questa disposizione si discosta dall'importo fisso di 100 euro in vigore da oltre vent'anni e mira ad adeguare il livello dei contributi richiesti agli assicurati in linea con le variazioni dei prezzi.
Questo aumento si verifica in un momento in cui la spesa sanitaria è soggetta a diverse misure volte a contenere i costi dell'assicurazione sanitaria nazionale. Per gli assicurati, la modifica si tradurrà in potenziali maggiori spese annuali a carico del paziente. Il nuovo tetto massimo entrerà ufficialmente in vigore il 1° ottobre.
