Test genetico preimpianto per l'aneuploidia (PGT-A) nelle tecniche di riproduzione assistita (ART): il ritorno di un test che divide la Francia
Test genetico preimpianto per l'aneuploidia (PGT-A) nelle tecniche di riproduzione assistita (ART): il ritorno di un test che divide la Francia

Di nuovo sotto i riflettori: la diagnosi genetica preimpianto per l'aneuploidia (PGT-A) è tornata al centro del dibattito bioetico, proprio mentre la Francia avviava, il 21 gennaio 2026, le consultazioni nazionali in vista di una possibile revisione della legge. L'annuncio, il 31 marzo, della gravidanza di Marine Tondelier, segretaria nazionale del Partito dei Verdi e candidata alla presidenza, ha inaspettatamente attirato l'attenzione, dato che la Tondelier ha dichiarato il suo sostegno al test "entro un quadro ben definito".

In pratica, la diagnosi genetica preimpianto per aneuploidie (PGD-A) analizza una cellula prelevata da un embrione concepito tramite fecondazione in vitro prima del trasferimento nell'utero, al fine di individuare anomalie cromosomiche, come alcune trisomie o monosomie, e favorire i cosiddetti embrioni euploidi. I sostenitori la considerano uno strumento medico per ridurre i fallimenti dell'impianto e gli aborti spontanei, e la ginecologa Joëlle Belaïsch-Allart ha sottolineato che gli embrioni portatori di anomalie cromosomiche a volte si impiantano con difficoltà e possono portare alla perdita della gravidanza. La questione, tuttavia, non riesce mai a radicarsi completamente nell'opinione pubblica.

Un processo di selezione embrionale al limite dell'illegalità della legge

Un processo di selezione embrionale ai margini della legge. Di fronte alla promessa di una maggiore tutela per alcune procedure di procreazione medicalmente assistita (PMA), la legge francese rimane fermamente ancorata a una linea rigida: la diagnosi genetica preimpianto per aneuploidie (PGD-A) non è autorizzata. Di conseguenza, donne e coppie si rivolgono all'estero, in particolare in Spagna, per accedervi, segno che la domanda esiste e che il divieto nazionale non chiude realmente la porta, ma la sposta semplicemente. In Francia, la PGD mirata a una malattia genetica è possibile solo quando esiste un'alta probabilità di dare alla luce un bambino affetto da una patologia particolarmente grave, riconosciuta come incurabile al momento della diagnosi.

Con una supervisione rigorosa: revisione delle cartelle cliniche in uno dei 49 centri di diagnosi prenatale multidisciplinari, validazione medica da parte di un genetista, consenso scritto e libero accesso per coppie eterosessuali, coppie di sole donne e donne single a determinate condizioni. Il delicato equilibrio rimane: fino a che punto espandersi senza sconfinare in una selezione palese e quale prezzo collettivo accettare per pochi punti percentuali in più nel tasso di successo, soprattutto considerando che la prossima revisione promette, ancora una volta, decisioni difficili.

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