La Fondazione Analgesia lancia l'allarme: secondo il suo primo barometro nazionale, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale del Sollievo dal Dolore, quasi un francese su due soffre di dolore cronico. Questa cifra, che riguarda circa 23 milioni di adulti, riflette una realtà preoccupante e spesso trascurata.
Sofferenza invisibile e persistente
Il dolore muscoloscheletrico (36%) è al primo posto, seguito dal dolore orofacciale (33%), addominale (15%) e neuropatico (12%). Quasi la metà delle persone colpite valuta il proprio dolore a un livello superiore a 6 su 10, secondo il barometro. Per il professor Nicolas Authier, presidente della Fondazione Analgesia, questa situazione costituisce una vera e propria crisi sanitaria silenziosa: "Il dolore cronico significa convivere con una sofferenza costante per almeno tre mesi, senza prospettive di guarigione. Alcune persone iniziano persino a immaginare il peggio". Oltre alla sofferenza fisica, gli effetti psicologici sono significativi: disturbi del sonno, depressione, isolamento sociale. Più di un terzo delle persone colpite presenta una disabilità funzionale da moderata a grave e due terzi ritengono che le loro condizioni non siano cambiate o siano addirittura peggiorate negli ultimi sei mesi.
Cure inadeguate e mancanza di formazione medica
L'assistenza rimane ampiamente carente. Solo un terzo dei pazienti si dichiara soddisfatto del proprio follow-up medico. Nella maggior parte dei casi, il trattamento si affida esclusivamente al medico di base, mentre le raccomandazioni nazionali prevedono un approccio multidisciplinare. Il Dott. Marc Lévêque, neurochirurgo di Marsiglia, deplora lo scarso riconoscimento della specializzazione: "L'algologia, che si occupa del dolore cronico, non ha uno status ufficiale. Manca di risorse, visibilità e formazione". I 270 centri per il trattamento del dolore in Francia sono saturi e meno di un paziente su tre vi ha accesso. Questa situazione spinge molti pazienti a ricorrere all'automedicazione: l'87% vi ricorre, spesso con paracetamolo, e il 16% assume addirittura oppioidi senza prescrizione medica.
Un appello per una grande causa nazionale
Di fronte a questa constatazione, la Fondazione Analgesia chiede un massiccio impegno nella ricerca e nella formazione. Il professor Authier auspica che la lotta contro il dolore diventi una causa nazionale di primaria importanza: "L'innovazione è stagnante da decenni, mentre il dolore distrugge silenziosamente vite umane". Condotto su quasi 12.000 francesi tra gennaio e febbraio 2025, questo barometro mette in luce una sofferenza collettiva poco conosciuta, all'intersezione tra questioni mediche e sociali, che richiede una risposta urgente e coordinata da parte delle autorità pubbliche.