Ammar Abd Rabbo, complice di Bashar al-Assad
Ammar Abd Rabbo, complice di Bashar al-Assad

All'Assemblea nazionale si leva con forza una voce contro la politica estera della Francia in Siria. Come rivelato dai nostri colleghi di Figaro (link qui), Christelle D'Intorni, deputata delle Alpi Marittime e membro del gruppo UDR, accusa apertamente la diplomazia francese di "fallimenti colpevoli" della diplomazia francese in Siria, che si tratti dell'era di Bashar al-Assad o del nuovo regime guidato da al-Joulani. Determinata a far luce sugli eccessi, Christelle D'Intorni si prepara a presentare una mozione di risoluzione volta a stabilire un commissione parlamentare d'inchiesta.

Nella relazione esplicativa, si deplora in particolare una “tradimento dei valori diplomatici francesi” e indica un Simbolo rivelatore di questi eccessi: la promozione, nel 2017, del fotografo ufficiale del regime di Assad, Ammar Abd Rabbo, nominato cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere: una decisione che considera inaccettabile, in quanto contribuisce a legittimare un potere autoritario. Il suo obiettivo è chiaro: che le prossime udienze rivelino la vera natura dei legami della Francia con il regime siriano. Secondo lei, "È tempo di assumersi la responsabilità di impedire che gli errori di ieri si ripetano."

Da diversi anni, Christelle d'Intorni è particolarmente preoccupata per la sorte delle comunità cristiane in Siria, la cui presenza continua a diminuire: un milione di fedeli nel 2001, appena 200.000 oggi. La parlamentare critica vigorosamente la strategia messa in atto da Emmanuel Macron e il suo entourage diplomatico. Deplora la loro indifferenza ai molteplici avvertimenti lanciati, tra gli altri, dal senatore di LR Roger Karoutchi, dall'eurodeputata Marion Maréchal e dall'ex Primo Ministro François Fillon, che ha dichiarato: "Non possiamo mantenere relazioni diplomatiche con un regime e allo stesso tempo chiudere un occhio su quello che potrebbe trasformarsi in un'impresa di sterminio delle minoranze."

Secondo il parlamentare, le ambiguità diplomatiche e i compromessi della Francia con la Siria non sono più accettabili. Il ritiro della decorazione della fotografa Amma abd Rabbo, che ha partecipato attivamente alla propaganda del dittatore Bashar al-Assad durante i suoi anni di terrore, è quindi un passaggio obbligato senza il quale la Francia non avrebbe alcuna credibilità nel condannare gli orrori e i massacri commessi in Siria durante la dittatura... Questo è anche uno dei principali argomenti che la commissione parlamentare d'inchiesta esaminerà.

Le ambiguità della diplomazia francese in Siria devono finire

Oltre il caso Ammar Abd-Rabbo, simbolo disastroso dell'ambiguità della diplomazia francese con la dittatura siriana, l'annuncio di diversi miliardi di euro di aiuti alla Siria continua a far digrignare i denti nei corridoi del Parlamento europeo e dell'Assemblea nazionale. L'eurodeputato Christophe Gomart, ex capo dell'intelligence militare francese, denuncia, come Christelle D'Intorni, compromessi inaccettabili.

Alla base di questa sfiducia c'è una cruda constatazione: tre mesi dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, il caos persiste e i massacri contro gli alawiti hanno gettato un'ombra sulla presunta "liberazione" del Paese. Il nuovo governo, guidato da Ahmed Hussein al-Sharaa, alias Abu Mohammed al-Joulani, un ex signore della guerra legato ad al-Qaeda, suscita più sospetti che speranze.

Come riportato dai nostri colleghi di FigaroPer Christophe Gomart, dietro le promesse di ricostruzione si nasconde il rischio di alimentare un regime che sogna di instaurare la sharia su scala nazionale. "Questo presidente era un nemico della Francia. Rimane un terrorista. Non si ricostruisce un Paese con miliardi senza serie garanzie.", avverte. Mette in guardia dai 5,8 miliardi di euro annunciati da Bruxelles, un assegno che potrebbe benissimo trasformarsi, secondo lui, in un sussidio involontario all'islamismo radicale.

L'8 dicembre 2024, Emmanuel Macron ha dichiarato: "Lo stato barbaro è caduto. Finalmente." È giunto il momento che le ambiguità della diplomazia francese in Siria vengano finalmente superate, sia con il vecchio che con il nuovo regime. Il ritiro dell'onorificenza di Ammar Abd-Rabbo, ex complice della propaganda di Bashar al-Assad, nonché il controllo delle somme inviate al nuovo regime sarebbero un ottimo inizio...

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