Domenica dopo domenica, i sondaggi mostrano la stessa linea di demarcazione: il Rassemblement National è in testa, mentre il campo di Macron è ancora alla ricerca della formula giusta. Secondo un sondaggio Elabe pubblicato sabato, Édouard Philippe sembra essere il candidato centrista meglio posizionato per raggiungere il secondo turno delle prossime elezioni presidenziali e, soprattutto, l'unico candidato testato in grado di sconfiggere il Rassemblement National al secondo turno. Un'istantanea del momento, non una dichiarazione, ma un'istantanea che conta.
Al primo turno, Jordan Bardella risulta in testa in tutti gli scenari, con una percentuale di intenzioni di voto compresa tra il 35% e il 38,5%. Marine Le Pen Segue un andamento misurato tra il 31,5% e il 34%. In questo contesto consolidato, Édouard Philippe, sindaco rieletto di Le Havre e presidente di Orizzonti, oscilla tra il 20,5% e il 25,5% a seconda dello scenario. Sale al 25,5% in caso di assenza di un candidato dei Repubblicani, con un Rassemblement National forte e una sinistra frammentata, con Jean-Luc Mélenchon messo alla prova al 12%.
Il blocco centrale è alla ricerca del suo leader, il Rassemblement National avanza.
Le simulazioni dettagliate rivelano anche la battaglia per le posizioni, combattuta fino ai mezzi punti. Édouard Philippe è al 22% nei sondaggi in uno scenario in cui Marine Le Pen è al 31,5%, Jean-Luc Mélenchon All'11,5%, François Hollande all'8,5% e Bruno Retailleau all'8,5%. Scende di nuovo al 20,5% quando Jordan Bardella viene messo alla prova al 35%, contro un'ala sinistra dove Jean-Luc Mélenchon e Raphaël Glucksmann sono entrambi al 10,5%, Bruno Retailleau al 7%. Nel frattempo, Gabriel Attal si stabilizza all'11,5% e Gérald Darmanin all'8%, entrambi superati nella corsa alla qualificazione da Raphaël Glucksmann: il centro ha volti, ma non ha ancora trovato la sua calamita.
Il secondo turno, tuttavia, è il punto cruciale. Édouard Philippe è dato per vincitore contro Jordan Bardella (51,5% contro 48,5%) e contro Marine Le Pen (53% contro 47%). Gli altri candidati al ballottaggio verrebbero sconfitti dai due esponenti del Rassemblement National, a volte con margini schiaccianti, come Jean-Luc Mélenchon contro Jordan Bardella (71,5% contro 28,5%). Sta emergendo una logica di voto strategico e di fronte unito contro il Rassemblement National, ma con un chiaro filtro: non tutti i candidati generano lo stesso slancio unitario.
Resta la consueta cautela, quella che il lettore giustamente richiede. Il sondaggio è stato condotto telefonicamente dal 25 al 27 marzo su un campione di 1.504 persone, di cui 1.422 iscritte, con un margine di errore compreso tra 1,4 e 3,1 punti percentuali, sufficiente a ribaltare un risultato così ravvicinato. E una data in particolare incombe: una sentenza del tribunale, attesa per il 7 luglio, potrebbe influenzare una potenziale candidatura di Marine Le Pen. In questo gioco in cui le carte vengono rimescolate rapidamente, il blocco centrista potrebbe aver trovato un leader, il Rassemblement National mantiene il vantaggio e la campagna elettorale non è ancora nemmeno iniziata sul serio.
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