Nuova Caledonia: i seggi elettorali rimarranno raggruppati prima delle elezioni provinciali.
Nuova Caledonia: i seggi elettorali rimarranno raggruppati prima delle elezioni provinciali.

A due settimane dalle elezioni provinciali in Nuova Caledonia, la controversia sull'organizzazione del voto a Nouméa rimane accesa. Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensione presentata dall'Unione Caledoniana contro il decreto di designazione dei seggi elettorali, convalidando così il mantenimento del sistema centralizzato scelto dallo Stato per le elezioni del 28 giugno.

In termini pratici, i 57 seggi elettorali nella capitale della Nuova Caledonia rimarranno raggruppati in nove sedi, rispetto ai circa quaranta precedenti alle rivolte del maggio 2024. Questa riorganizzazione è stata attuata dopo le rivolte che hanno portato al danneggiamento o alla distruzione di diverse scuole solitamente utilizzate per le elezioni. Le autorità ritengono che un cambiamento a pochi giorni dal voto rischierebbe di compromettere i preparativi elettorali.

L'accessibilità del voto al centro delle critiche

I partiti indipendentisti e diversi funzionari eletti, tuttavia, denunciano il continuo utilizzo di un sistema che ritengono ingiustificato. Secondo loro, la situazione della sicurezza si è stabilizzata e la maggior parte delle infrastrutture coinvolte è stata riparata. La loro principale preoccupazione è che la distanza dai seggi elettorali penalizzerà i residenti dei quartieri operai, in particolare coloro che non possiedono un'auto, soprattutto considerando che i trasporti pubblici non sono ancora operativi la domenica. Diversi leader politici hanno espresso preoccupazione per il rischio di scoraggiamento degli elettori, che potrebbe avere un impatto negativo sull'affluenza alle urne.

Lo Stato, dal canto suo, difende la propria decisione affermando che si basa su imperativi logistici e finanziari, sottolineando le difficoltà incontrate nel mobilitare un numero sufficiente di personale e scrutatori. Gli oppositori contestano questa argomentazione e accusano le autorità di aver creato una disparità di accesso al voto. Sebbene la battaglia legale si concluda provvisoriamente prima delle elezioni, il dibattito rimane aperto: dopo le elezioni, elettori o candidati possono presentare ricorso al Consiglio di Stato per contestare la regolarità del processo elettorale.

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