La presidenza del governo della Nuova Caledonia è stata affidata a Milakulo Tukumuli, leader de L'Éveil océanien. La sua nomina alla guida dell'esecutivo conferma il ruolo centrale acquisito da questo partito centrista, diventato fondamentale nel dividere i blocchi indipendentisti e lealisti dopo le elezioni provinciali di giugno.
I partiti indipendentisti ottennero 26 dei 54 seggi al Congresso, contro i 24 dell'alleanza non indipendentista Les Loyalists-Le Rassemblement. Con soli quattro membri eletti, L'Éveil océanien si trovò nella posizione di ago della bilancia. Il suo riavvicinamento con i lealisti aveva già permesso a Virginie Ruffenach di essere eletta presidente del Congresso con 28 voti contro 26.
Un partito di minoranza diventato indispensabile
La candidatura di Milakulo Tukumuli illustra il considerevole peso politico che un piccolo partito può esercitare in un'assemblea priva di maggioranza. Il Risveglio Oceaniano, che rappresenta in particolare una parte della comunità wallisiana e futuniana, cerca di superare lo storico scontro tra i sostenitori dell'indipendenza e coloro che auspicano la permanenza nella Francia.
Il nuovo presidente dovrà tuttavia guidare un potere esecutivo diviso da posizioni profondamente contrapposte. La ricostruzione dopo le violenze del 2024, la crisi del nichel, le finanze pubbliche e il futuro istituzionale dell'arcipelago sono tutte questioni urgenti. La sua capacità di mantenere il compromesso che lo ha portato al potere determinerà se questa vittoria centrista inaugurerà un periodo di stabilità o semplicemente una nuova fase di fragili negoziati.
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