Nel corso di un convegno organizzato dal quotidiano Israele Hayom A Herzliya, l'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha lanciato un sonoro appello per un completo rinnovamento della leadership politica e militare del paese. Criticando severamente l’attuale leadership, Bennett ha accusato chi detiene il potere di dare priorità ai propri interessi personali o settoriali rispetto al bene nazionale.
“Abbiamo bisogno di cambiamento. Gli attuali leader non sono buoni, mancano di valori”, ha detto Bennett, sottolineando l’atteggiamento irresponsabile di alcuni membri della coalizione di governo. Ha anche criticato l'idea avanzata dai membri della coalizione di usare armi nucleari a Gaza, definendo il comportamento "infantile e irresponsabile".
Bennett non ha limitato le sue critiche alla sfera politica. Ha anche chiesto la sostituzione degli alti funzionari della sicurezza, sottolineando che, sebbene personalmente gli piacciano, anche loro devono essere cambiati. Questa dichiarazione è stata accolta con un forte applauso da parte del pubblico presente alla conferenza.
Queste osservazioni fanno eco ad una recente intervista rilasciata a New York Times, dove Bennett aveva già espresso critiche simili al governo di Benjamin NetanyahuBennett ha anche lasciato intendere che sta valutando un ritorno politico con l'obiettivo di rovesciare la coalizione di governo attraverso manovre parlamentari prima di candidarsi a nuove elezioni.
L'ex primo ministro ha parlato anche dell'importanza di affrontare la minaccia iraniana, criticando l'attuale strategia israeliana che, a suo dire, si concentra troppo sui delegati dell'Iran piuttosto che sulla stessa Teheran. Ha ribadito il suo frequente paragone tra l'Iran e una piovra, affermando che la "testa della piovra" è più vulnerabile dei suoi tentacoli e che Israele dovrebbe concentrare i suoi sforzi sul rovesciamento del regime iraniano per prevenire qualsiasi minaccia nucleare.
Nonostante le sue critiche, Bennett ha elogiato l'eroismo dei giovani israeliani, che ha definito una “generazione di leoni”, ricordando il loro coraggio di fronte agli eventi del 7 ottobre e il loro continuo impegno nella difesa del Paese.
Le dichiarazioni di Bennett arrivano in un contesto di continue tensioni in Israele, sia sul fronte della sicurezza che all'interno del governo, con crescenti critiche sulla gestione della guerra a Gaza e sulla politica interna del Paese. Bennett sembra posizionarsi per un possibile ritorno sulla scena politica, spinto dal desiderio di cambiamento da lui sostenuto e dal calo di popolarità dell’attuale primo ministro Netanyahu.