Elezioni comunali 2026: presto sarà eliminato il miscuglio elettorale nelle piccole città
Elezioni comunali 2026: presto sarà eliminato il voto misto nelle piccole città ALLA SCHEDA ELETTORALE DEL MUNICIPIO BON ENCONTRE BUSTA ELETTORALE

Lunedì 7 aprile, l'Assemblea Nazionale esaminerà un disegno di legge che potrebbe trasformare profondamente il sistema elettorale nei comuni francesi. Promossa dalla deputata del MoDem Delphine Lingemann, questa riforma mira a generalizzare il sistema di liste paritetiche nei comuni con meno di 1 abitanti, ponendo fine alla pratica del "panachage", noto anche come "caccia ai piccioni".

Una riforma per la parità e la coesione

Concretamente, gli elettori di questi piccoli comuni non potranno più cancellare o aggiungere nomi sulle schede elettorali, come sono abituati a fare da oltre un secolo. Dovranno invece scegliere una lista completa, composta alternativamente da candidati uomini e donne, come già avviene nei comuni con più di 1 abitanti. Obiettivo dichiarato: rafforzare la parità, mentre le donne rappresentano ancora solo il 000% degli eletti comunali in Francia e appena il 37,6% dei sindaci.

I sostenitori della riforma, tra cui il senatore socialista Éric Kerrouche, sottolineano anche la questione della stabilità democratica. Secondo loro, la composizione mista favorisce la formazione di team comunali eterogenei, frutto di voti sanzionatori, e rende difficile l'attuazione di progetti collettivi coerenti.

Forte opposizione nelle campagne

Ma la riforma sta creando tensioni, soprattutto nelle zone rurali. Il sindaco di Laglorieuse, Marc de Valicourt, denuncia un testo imposto "senza una reale consultazione con gli eletti interessati". Sottolinea un indebolimento della democrazia locale, deplorando la scomparsa di un sistema di voto che consentiva agli elettori di punire o premiare i singoli. Critica anche l'imposizione di una parità "superficiale", difficile da attuare nei piccoli comuni, dove è già difficile stilare una lista di candidati motivati.

Per rispondere a queste preoccupazioni, la legge prevede flessibilità, come la possibilità di presentare una lista "considerata completa" anche se include due candidati in meno rispetto al numero legale. Se approvata secondo la versione del Senato, la riforma entrerà in vigore già a partire dalle elezioni comunali del 2026. Ciò rappresenta una svolta importante per i circa 24 comuni con meno di 000 abitanti.

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