POLITIQUE

Marine Tondelier vuole vietare le menzogne ​​in politica e minaccia i funzionari eletti di ineleggibilità.

Marine Tondelier vuole vietare le menzogne ​​in politica e minaccia i funzionari eletti di ineleggibilità.
Marine Tondelier vuole vietare le menzogne ​​in politica e minaccia i funzionari eletti di ineleggibilità.

La candidata alla presidenza Marine Tondelier vuole affrontare di petto la disinformazione politica. La leader del Partito dei Verdi e candidata alle elezioni presidenziali del 2027 propone l'adozione di una legge per sanzionare i politici che diffondono consapevolmente informazioni false. Sostiene la creazione di un "solido quadro legislativo" volto a preservare la qualità del dibattito pubblico, con sanzioni che potrebbero includere l'ineleggibilità a cariche pubbliche.

Per giustificare questa proposta, Marine Tondelier si basa in particolare sulle dichiarazioni rilasciate dal senatore di Orizzonti Vincent Louault al programma investigativo "Complément d'enquête". Interrogato sui dibattiti relativi all'acetamiprid, un pesticida al centro delle controversie legate alla legge Duplomb, il senatore ha ammesso di aver diffuso "notizie false", spiegando che i messaggi semplici sono più facilmente comprensibili dal pubblico. Per la candidata dei Verdi, questo esempio illustra gli abusi che la nuova legislazione potrebbe cercare di regolamentare.

Un modello gallese per la regolamentazione delle dichiarazioni dei candidati.

Marine Tondelier guarda con particolare interesse al Galles, dove il Parlamento ha adottato una legge che mira a contrastare le menzogne ​​raccontate dai candidati durante le elezioni parlamentari. La legge, che non entrerà in vigore prima del 2030, prevede meccanismi particolarmente rigorosi, che potrebbero portare alla revoca dei funzionari eletti. La leader del Partito dei Verdi spera di trarre ispirazione da questa esperienza per sviluppare un sistema francese, adattandolo al contesto nazionale.

La proposta solleva tuttavia una questione centrale: chi dovrebbe decidere se un leader politico ha mentito? Marine Tondelier sottolinea la natura "deliberata" delle dichiarazioni in questione e insiste sul fatto di non voler istituire un "Ministero della Verità". Ma distinguere tra un errore, un'approssimazione, un'interpretazione politica e una dichiarazione deliberatamente falsa sarebbe un'operazione delicata sia dal punto di vista legale che politico. Con il 2027 alle porte, la sua idea potrebbe quindi rapidamente diventare un tema centrale nel dibattito sulle norme che regolano la libertà di espressione politica.

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