I parlamentari di La France Insoumise e dei Verdi si sono rivolti al Consiglio costituzionale per impugnare la legge agricola d'emergenza definitivamente approvata dal Parlamento. I due partiti ritengono che diverse disposizioni del testo siano incostituzionali, in particolare quelle relative alla reintroduzione di alcuni pesticidi vietati e alla gestione delle risorse idriche.
Il ricorso legale si concentra in particolare sulle disposizioni che consentono, a determinate condizioni, l'uso di acetamiprid per l'industria delle nocciole e di flupiradifurone per la barbabietola da zucchero, le mele e le ciliegie. I parlamentari sostengono che tali misure siano state introdotte come "emendamenti legislativi", non correlati al disegno di legge originale, e sottolineano che emendamenti simili sono stati dichiarati inammissibili durante il loro esame presso l'Assemblea nazionale.
Le esenzioni dall'uso di pesticidi sono al centro del ricorso.
I ricorrenti sostengono che le nuove esenzioni non siano sufficientemente regolamentate e non garantiscano un'adeguata protezione ambientale. Criticano inoltre la normativa per aver consentito, in alcuni casi, l'autorizzazione preventiva dei trattamenti senza una previa valutazione del rischio per la salute, limitando, a loro avviso, la partecipazione del pubblico alle decisioni che hanno conseguenze ambientali.
I parlamentari sottolineano che lo scorso anno il Consiglio costituzionale ha bocciato il ripristino di alcuni neonicotinoidi a causa di un'insufficiente supervisione normativa. Ritengono che le nuove disposizioni rappresentino ancora un rischio per la biodiversità, in particolare per gli insetti impollinatori, nonché per la salute umana.
Critiche alla gestione delle risorse idriche e ambientali
L'appello si rivolge anche alle misure volte a facilitare la creazione di impianti di stoccaggio idrico per uso agricolo. I parlamentari denunciano l'eliminazione delle riunioni pubbliche obbligatorie durante le procedure di autorizzazione ambientale, sostenendo che ciò riduce le opportunità di partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche.
Contestano inoltre l'obiettivo di raddoppiare la capacità di stoccaggio idrico entro il 2035, sostenendo che tali infrastrutture andrebbero a beneficio principalmente di una parte delle aziende agricole, rischiando al contempo di esacerbare le tensioni relative alle risorse idriche. Il Consiglio costituzionale ha ora un mese di tempo per pronunciarsi sulla costituzionalità di questa legge.
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