Alla vigilia del voto finale dell'Assemblea Nazionale sul disegno di legge relativo al suicidio assistito, il deputato Alexandre Allegret-Pilot ha pubblicato un articolo di opinione in cui avanza un'ipotesi: la legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito potrebbe avere conseguenze indirette sulle priorità di finanziamento della ricerca medica. A sostegno della sua tesi, il deputato si basa su un'analisi dei dati pubblici canadesi relativi ai finanziamenti stanziati per la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA, o malattia di Lou Gehrig) e sulla malattia di Huntington tra il 2004 e il 2025.
Secondo questa analisi, il Canada, che ha legalizzato l'assistenza medica al suicidio nel 2016 prima di estenderne l'accesso nel 2021, ha assistito a un cambiamento nella traiettoria di finanziamento per queste due malattie neurodegenerative incurabili. Dopo diversi anni di crescita, la quota del bilancio federale per la ricerca a esse destinata sembra essersi stabilizzata tra il 2013 e il 2018, per poi diminuire. Alexandre Allegret-Pilot cita una diminuzione di circa il 21% per entrambe le malattie complessivamente e del 28% per la sola SLA (sclerosi laterale amiotrofica).
Una forte correlazione, senza tuttavia dimostrare un nesso di causalità.
Il parlamentare afferma di aver esplorato diverse spiegazioni alternative, come l'impatto della pandemia di Covid-19, l'effetto dell'"Ice Bucket Challenge" e l'invecchiamento della popolazione canadese. Secondo lui, questi fattori non sono sufficienti a spiegare la tendenza osservata. Sottolinea inoltre che negli Stati Uniti, dove non esiste un programma federale di eutanasia paragonabile, i finanziamenti pubblici per la ricerca sulla SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e sulle malattie neurodegenerative sono aumentati significativamente nello stesso periodo.
L'autore dell'articolo di opinione riconosce, tuttavia, che il suo studio non dimostra un nesso causale tra la legalizzazione del suicidio assistito e le variazioni nei finanziamenti alla ricerca. Precisa che il suo lavoro si basa sull'analisi di dati provenienti da un singolo Paese e da un singolo ente finanziatore, e che evidenzia una correlazione piuttosto che una prova scientifica definitiva. Secondo lui, questo "segnale" merita comunque di essere preso in considerazione nel dibattito francese.
Un argomento presentato nel dibattito parlamentare sul suicidio assistito.
Alexandre Allegret-Pilot ritiene che l'ampliamento dei criteri di accesso potrebbe, a lungo termine, includere pazienti affetti da malattie neurodegenerative come la SLA o la malattia di Huntington. Sostiene che riconoscere il suicidio assistito come una risposta a queste patologie potrebbe modificare le priorità collettive della ricerca medica.
Le conclusioni di questa analisi si inseriscono in un dibattito che rimane in gran parte aperto. Allo stato attuale, nessuno studio scientifico ha stabilito in modo definitivo che la legalizzazione dell'eutanasia comporti automaticamente una diminuzione dei finanziamenti per la ricerca sulle malattie in questione. Gli effetti di queste politiche pubbliche continuano ad alimentare il dibattito tra ricercatori, operatori sanitari e decisori politici.
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