POLITIQUE

L'HA DETTO, HA MENTITO – Philippe Brun (PS), tre settimane per passare da "Voterò per Mélenchon" a "nessuna alleanza"

HA DETTO, HA MENTITO - Philippe Brun (PS), tre settimane per passare da "Voto per Mélenchon" a "no sindacato"
HA DETTO, HA MENTITO - Philippe Brun (PS), tre settimane per passare da "Voto per Mélenchon" a "no sindacato"

Philippe Brun non vuole Jean-Luc Mélenchon… tranne quando si tratta di votarlo. Ospite di Radio Europe 1 lunedì 10 agosto, il deputato socialista e candidato alle primarie del Partito Socialista ha chiuso la porta a qualsiasi alleanza con il leader di La France Insoumise in vista delle elezioni del 2027. Questa posizione ferma contrasta nettamente con le sue dichiarazioni di poche settimane fa, quando aveva affermato che in caso di ballottaggio tra La France Insoumise e il Rassemblement National, il suo voto sarebbe andato a Jean-Luc Mélenchon. Questa contraddizione ricorda una vecchia abitudine del Partito Socialista: giurare di non allearsi mai più con La France Insoumise… per poi finire per farlo.

HA DETTO...

Lunedì 10 agosto, intervenendo alla radio Europe 1, Philippe Brun è stato categorico: "Un'unione con Jean-Luc Mélenchon non è possibile al momento. La France Insoumise non è un partito con cui possiamo collaborare".

E il deputato socialista non si ferma qui. Per giustificare questa rottura, cita disaccordi particolarmente gravi:

«Ci ​​sono diverse ambiguità riguardo all'antisemitismo che non possono essere accettate. Esiste anche, credo, un modo di fare politica incompatibile con quello difeso dai socialisti». Il messaggio sembra quindi chiaro: nessuna alleanza con Mélenchon, nessuna unione con La France Insoumise. Philippe Brun vuole ricostruire un Partito Socialista abbastanza forte da esistere indipendentemente dall'estrema sinistra.

HA MENTITO!

Problema: meno di tre settimane prima, Philippe Brun aveva pronunciato un discorso molto meno categorico.

Invitato a CNEWS il 23 luglio, al candidato socialista alle primarie è stata posta una domanda sulla possibilità di un secondo turno delle elezioni presidenziali tra il Rassemblement National e Jean-Luc Mélenchon. La sua risposta è stata chiarissima:

"Se ci fosse un secondo turno tra il Rally Nazionale e La France Insoumise, voterei per Jean-Luc Mélenchon."

Certo, votare per un candidato al secondo turno non equivale a formare un'alleanza elettorale con il suo partito. Ma il contrasto politico è lampante: proprio la persona il cui movimento è ormai considerato così inaccettabile da rendere impossibile "collaborare" con loro, rimarrebbe comunque il candidato scelto da Philippe Brun per raggiungere l'Eliseo contro il Rassemblement National.

E soprattutto, questa storia è stranamente simile a quella che il Partito Socialista racconta agli elettori da diversi anni.

Nel 2022, dopo le elezioni presidenziali, socialisti, verdi, comunisti e membri di La France Insoumise (LFI) misero da parte le loro divergenze per formare l'alleanza NUPES attorno a LFI in vista delle elezioni legislative. L'alleanza si dissolse in seguito, soprattutto dopo le profonde divisioni emerse a sinistra in seguito agli attentati del 7 ottobre e alle controversie sorte attorno alle posizioni di LFI. Diversi socialisti, tra cui Philippe Brun, presero poi le distanze da Jean-Luc Mélenchon.

Poi, nel giugno del 2024, Emmanuel Macron sciolse l'Assemblea nazionale. E, ancora una volta, le vecchie promesse di indipendenza vennero accantonate: il Partito Socialista, La France Insoumise, i Verdi e i Comunisti si ritrovarono in pochi giorni sotto la bandiera del Nuovo Fronte Popolare e presentarono candidature comuni per le elezioni legislative.

Ogni volta, lo scenario è simile: il Partito Socialista spiega di dover riconquistare la propria indipendenza, prende le distanze da Jean-Luc Mélenchon, denuncia gli eccessi di LFI… poi, quando si avvicina la scadenza elettorale e il RN minaccia di vincere, l'unione della sinistra torna a essere possibile.

Philippe Brun ora afferma che "un'alleanza con Jean-Luc Mélenchon non è possibile". Forse. Ma dopo la coalizione NUPES nel 2022 e il Nuovo Fronte Popolare nel 2024, gli elettori socialisti hanno qualche motivo per aspettare fino al 2027 prima di crederci.

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