“La Francia è un colabrodo”: Nathalie Goulet chiede una commissione d'inchiesta sugli attacchi informatici che hanno colpito il Paese.
“La Francia è un colabrodo”: Nathalie Goulet chiede una commissione d'inchiesta sugli attacchi informatici che hanno colpito il Paese.

Di fronte al crescente numero di attacchi informatici che prendono di mira sia le imprese che i servizi pubblici, la senatrice centrista Nathalie Goulet ha deciso di intervenire. La senatrice dell'Orne ha presentato al Senato una proposta di risoluzione per istituire una commissione d'inchiesta sugli "attacchi informatici e le fughe di dati che minano la sovranità digitale della Francia". Negli ultimi mesi, l'ANTS (Agenzia nazionale per la sicurezza dei documenti), Parcoursup (la piattaforma francese per l'ammissione all'università), il Ministero dell'Istruzione e diverse altre agenzie governative sono state vittime di massicci attacchi informatici che hanno esposto i dati personali di milioni di cittadini francesi.

Per Nathalie Goulet, la situazione è diventata insostenibile. "Questo accade ogni giorno; deve finire. Non possiamo rimanere indifferenti. La Francia è come un colabrodo!", denuncia la senatrice, che ora chiede una valutazione approfondita delle vulnerabilità della sicurezza informatica dello Stato. Vuole inoltre identificare i responsabili dopo anni di discutibili scelte strategiche e dipendenza tecnologica da piattaforme straniere.

Un'offensiva parlamentare per difendere la sovranità digitale.

Questa iniziativa, firmata da 37 senatori centristi, mira a spingere il Senato ad affrontare a fondo questa questione ormai cruciale. Nathalie Goulet ritiene che la Francia sia notevolmente in ritardo, mentre gli attacchi informatici sono in forte aumento in tutto il Paese. In particolare, sottolinea i rischi associati all'hosting di dati sensibili su infrastrutture estere e considera insufficienti le risposte fornite finora dalle autorità pubbliche.

Nonostante il fitto calendario parlamentare, con l'estate e le elezioni senatoriali in vista, la senatrice insiste sul fatto che non abbandonerà la questione. "Non accetterò un 'no' come risposta", avverte, auspicando di ottenere rapidamente la creazione di questa commissione d'inchiesta per elaborare soluzioni concrete a tutela del popolo francese e per ripristinare la sovranità digitale del Paese.

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