Il Ministro dell'Industria e dell'Energia, Marc Ferracci, ha espresso la sua incomprensione in seguito all'annuncio prematuro del Primo Ministro Sébastien Lecornu circa la consultazione del Consiglio Costituzionale in merito alla legge sul suicidio assistito. Intervenendo a Radio J, lo stretto collaboratore di Emmanuel Macron ha dichiarato che non è stato "un buon approccio" annunciare tale decisione ancor prima del voto finale in Parlamento, avvenuto mercoledì, sostenendo che questa comunicazione avrebbe potuto dare l'impressione che il testo contenesse uno squilibrio.
Secondo Marc Ferracci, il governo ha difeso la propria posizione durante tutto il dibattito parlamentare. Egli ritiene che la tempistica dell'annuncio del rinvio abbia alimentato le critiche degli oppositori della riforma, che l'hanno interpretata come un'ammissione delle debolezze giuridiche del testo. Il ministro chiarisce, tuttavia, di non mettere in discussione il principio stesso di ricorso al Consiglio costituzionale.
Diversi ricorsi presentati contro la legge
Come annunciato, venerdì il Primo Ministro ha ufficialmente deferito la questione al Consiglio Costituzionale. Il suo ricorso si concentra in particolare sul periodo di riflessione concesso ai pazienti, sul quadro procedurale per gli adulti tutelati e sulla portata della clausola di obiezione di coscienza, che è limitata ai singoli professionisti sanitari e non alle istituzioni.
Questa iniziativa si aggiunge agli appelli presentati dal Presidente del Senato Gérard Larcher e dai senatori del partito dei Repubblicani. Anche la Presidente dell'Assemblea Nazionale, Yaël Braun-Pivet, ha espresso rammarico per la tempistica scelta dall'ufficio del Primo Ministro, sostenendo che l'annuncio avrebbe dovuto essere dato dopo l'approvazione definitiva del disegno di legge da parte dell'Assemblea Nazionale.
Communauté
commenti
Scrivi una recensione
Sii il primo a commentare questo articolo.