La riforma delle cure di fine vita prosegue il suo iter parlamentare senza raggiungere un consenso. Riunitisi martedì 2 giugno in una commissione congiunta, deputati e senatori non sono riusciti a trovare un accordo sul disegno di legge che istituisce il diritto al suicidio assistito, confermando le profonde divisioni tra le due camere.
Il fallimento di questo incontro, che ha riunito sette parlamentari e sette senatori incaricati di redigere un testo comune, era ampiamente previsto. L'Assemblea nazionale ha approvato per ben due volte il testo proposto da Olivier Falorni, mentre il Senato lo ha respinto in diverse occasioni.
L'Assemblea nazionale dovrebbe avere l'ultima parola.
Di fronte a questo persistente disaccordo, il governo intende proseguire con l'iter legislativo. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Laurent Panifous, ha annunciato che i parlamentari riesamineranno il testo durante la settimana del 22 giugno, prima di una revisione finale da parte del Senato.
Se non si raggiungerà un compromesso, la decisione finale spetterà all'Assemblea Nazionale, che si esprimerà con una votazione formale prevista per il 15 luglio. Il governo spera così di finalizzare un testo considerato uno dei principali progetti sociali del secondo quinquennio.Emmanuel Macron.
Si prevede una votazione finale nell'Assemblea nazionale.
I sostenitori della riforma, provenienti sia dalla sinistra che dal centro-destra, denunciano i ripetuti ostruzionismi del Senato e chiedono una rapida adozione di un provvedimento che, a loro avviso, è auspicato dalla maggioranza dei francesi. Al contrario, diversi politici di destra sostengono che il calendario parlamentare non consenta un esame sufficientemente approfondito di una questione così delicata.
Nella sua forma attuale, la proposta di legge prevede che una persona affetta da una malattia grave e incurabile possa, a determinate condizioni, accedere al suicidio assistito. La sostanza letale potrebbe essere somministrata dal paziente stesso nell'ambito del suicidio assistito o, qualora non fosse fisicamente in grado di farlo, da un operatore sanitario.
Se il testo verrà definitivamente adottato quest'estate, la Francia si unirà a diversi paesi che hanno già legalizzato dispositivi simili, tra cui Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Canada e Uruguay.
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