Schermata dal 2024-05-25 al 17.36.11 (1)
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INCHIESTA – L'Unione dei Democratici Musulmani Francesi si candida ufficialmente alle elezioni europee sotto la bandiera della coalizione “Partito Palestina Libera”. Quali sono le vere intenzioni di questo movimento francese apertamente pro-Hamas?

L'Unione dei Democratici Musulmani Francesi (UDMF) ha annunciato la sua partecipazione alle elezioni europee del prossimo giugno sotto la bandiera della coalizione “Partito Palestina Libera”. Questa iniziativa riunisce partiti europei che condividono “un’etica musulmana comune”, ma ha generato notevoli controversie a causa delle sue posizioni radicali e delle dubbie alleanze.

Collegamenti inquietanti e accuse di comunitarismo

Fondata nel 2012, l’UDMF sostiene di essere antimperialista, antisionista e anticolonialista. Il suo presidente e fondatore, Nagib Azergui, capolista per le elezioni europee, è un personaggio atipico nel panorama politico francese. Informatico di professione, 49 anni, è originario di Nanterre, nell'Hauts-de-Seine. Nel 2012, quando fondò il suo partito, Azergui non aveva alcuna esperienza politica precedente. Tuttavia, nonostante la sua inesperienza, è convinto della necessità che i musulmani francesi si organizzino politicamente per affrontare le questioni legate all’Islam.

Particolarmente preoccupanti sono i legami dell'UDMF con organizzazioni controverse, come la controversa BarakaCity. Nel 2020 Nagib Azergui ha denunciato lo scioglimento di BarakaCity da parte del Ministero degli Interni. Ricordiamo che il presidente di BarakaCity ha accolto con favore la morte dei giornalisti durante l'attacco a Charlie Hebdo ed è stato condannato per molestie informatiche. L'associazione è stata accusata di diffondere idee a favore dell'islamismo radicale.

Un programma radicale e proposte contestate

Il programma della coalizione per la Palestina Libera comprende proposte radicali, tra cui un appello a rimuovere Hamas, la Jihad islamica e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea. Questa posizione è assunta dal partito, anche se questi gruppi sono ampiamente riconosciuti per i loro atti di terrorismo.

Il logo della coalizione “Palestina Libera” rappresenta il territorio palestinese che copre tutto Israele, la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, a simboleggiare la scomparsa dello Stato ebraico. Questa rappresentazione è stata criticata per la sua evidente implicazione nel mancato riconoscimento dello Stato di Israele.

Opposizione ai diritti LGBT e dichiarazioni controverse

L'UDMF ha anche mostrato un'aperta ostilità verso i diritti delle persone LGBT. In risposta a un video di Mathilde Panot, presidente del gruppo La France Insoumise (LFI) all’Assemblea nazionale, che invitava a manifestazioni contro la transfobia, l’account ufficiale dell’UDMF ha twittato: “Musulmani, volete davvero votare per questo? #LGBT #ManonAubry #UDMF”. Questo messaggio dimostra chiaramente l'opposizione del partito ai diritti LGBT e all'inclusione delle persone transgender.

Amici o nemici della Francia Insoumise?

Di fronte ad una forte concorrenza, in particolare quella di La France Insoumise che ha conquistato il 69% dei voti musulmani alle ultime elezioni presidenziali con Jean-Luc Mélenchon, l'UDMF cerca di distinguersi attraverso una campagna di base. Il partito intende compensare la mancanza di mezzi finanziari con un giro in autobus nei quartieri operai di Strasburgo, nell'Île-de-France.

Al di là delle elezioni europee, l’UDMF guarda avanti alle elezioni municipali del 2026, dove intende candidarsi in tre città. Tuttavia, le ambizioni dell’UDMF sono messe in prospettiva dagli scarsi risultati delle elezioni europee del 2019, dove il partito ha ricevuto meno di 29 voti, ovvero lo 000% dei voti. Secondo un recente sondaggio dell’IFOP, alla lista “Palestina Libera” viene accreditato circa lo 0,13% dei voti per le elezioni del 0,5 giugno.

Questo “piccolo punteggio” potrebbe avere conseguenze e motivi per preoccupare LFI. L’Unione dei Democratici Musulmani Francesi ha ottenuto risultati significativi in ​​alcuni comuni e quartieri con una numerosa popolazione musulmana. Ad esempio, durante le elezioni del 2019, il partito ha ottenuto il 17% dei voti a Val Fourré, il 7,43% a Garges-lès-Gonesse, il 7% a Montereau-Fault-Yonne, il 6% a La Courneuve e Chantelouples-Vignes. A Garges-lès-Gonesse ha concluso al quarto posto, davanti a Benoît Hamon. A Trappes ha superato la lista dei repubblicani guidata da François-Xavier Bellamy. A Mantes-la-Jolie, l’UDMF era quasi alla pari con La France Insoumise. In queste elezioni europee dove ogni punto conta, lo 0,5% per l'UDMF può privare i ribelli di un seggio aggiuntivo al Parlamento europeo. L'UDMF resta però nei sondaggi lontano dal 5% necessario per l'elezione dei deputati.

La partecipazione dell'UDMF alle elezioni europee sotto lo slogan “Partito Palestina Libera” è caratterizzata da posizioni radicali e alleanze controverse. I collegamenti con organizzazioni che sostengono l'Islam radicale, l'opposizione ai diritti LGBT e proposte estreme sul conflitto israelo-palestinese attirano critiche e sollevano interrogativi sulle vere intenzioni del partito.

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