Gli analisti dell'intelligence negli Stati Uniti svolgono sempre il loro lavoro nell'interesse nazionale? Questa è la domanda posta dal famoso giornalista David Ignatius in un articolo per il Il Washington Post, dove sostiene di aver trovato di recente la risposta.
Ignatius spiega che i funzionari dell'intelligence statunitense non hanno detto la verità quando hanno testimoniato davanti al Congresso martedì e mercoledì scorsi. Tuttavia, gli analisti dell'intelligence, lavorando in condizioni estremamente difficili, continuano a svolgere le loro missioni, nonostante sembrino servire gli interessi del presidente. Donald Trump.
Il ruolo degli analisti di intelligence è diventato sempre più cruciale nella tutela della sicurezza nazionale, della sicurezza pubblica e nel processo decisionale strategico in un mondo interconnesso. Questi professionisti sono responsabili della raccolta, dell'analisi e dell'interpretazione di enormi quantità di informazioni per fornire spunti fruibili ad agenzie governative, forze dell'ordine, istituzioni militari e aziende private.
Tra i testimoni del Congresso c'erano il direttore della CIA John Ratcliffe e il direttore dell'intelligence nazionale Tulsi Gabbard, che hanno presentato al Congresso la valutazione annuale della minaccia, così come è stata letta dalle agenzie di intelligence.
Ignatius osserva che Ratcliffe e Gabbard hanno minimizzato la serietà delle discussioni tra alcuni alti funzionari tramite l'app "Signal" in merito alle operazioni militari pianificate in Yemen, sostenendo che tali discussioni non mettevano in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Gabbard ha testimoniato davanti al Senato che "nessuna informazione classificata" è stata condivisa in queste discussioni, che includevano inconsapevolmente il giornalista Jeffrey Goldberg. The AtlanticInterrogata dalla Camera dei Rappresentanti sui dettagli sensibili condivisi, Gabbard ha dichiarato di non ricordare esattamente le informazioni scambiate.
Ratcliffe ha affermato in modo analogo di non ricordare i dettagli di queste discussioni e di non aver mai condiviso messaggi riguardanti informazioni riservate in questo gruppo. Queste dichiarazioni erano coerenti con i tentativi dell'amministrazione Trump di respingere le critiche nei confronti dei membri di questo gruppo di chat, soprannominato "il gruppo Houthi".
Tuttavia, un'analisi più precisa è emersa nel documento di valutazione delle minacce di 30 pagine che Gabbard ha condiviso con il Congresso. Questo documento ha fatto luce su come l'amministrazione Trump avesse presentato e riformulato le informazioni di intelligence per adattarle alle proprie priorità.
Un diverso ordine di priorità
La revisione annuale di quest'anno mostra un ordine di priorità diverso rispetto all'anno scorso, tra cui un'attenzione particolare alle bande di narcotrafficanti e la prima menzione dell'isola della Groenlandia (che Trump voleva annettere), oltre a discutere della guerra in Ucraina in modo coerente con la strategia negoziale di Trump.
Gli analisti dell'intelligence si vantano della loro professionalità e imparzialità nei confronti dei partiti repubblicano e democratico. Secondo Ignatius, non ci sono prove che siano stati sottoposti a pressioni per alterare informazioni specifiche.
Confrontando le stime del 2024 e del 2025, si evince che le priorità possono cambiare, in meglio o in peggio, a seconda di chi è al potere. Uno dei cambiamenti più significativi, secondo il giornalista, è l'enfasi posta sugli "stranieri coinvolti nel traffico illegale di droga", una questione che era stata centrale nella campagna elettorale di Trump.
Mentre l'amministrazione Trump valuta l'opportunità di intraprendere un'azione militare contro i cartelli della droga messicani, la valutazione della minaccia di quest'anno offre una nuova prospettiva sulle loro capacità paramilitari, tra cui mine terrestri, mortai e granate.
Ignatius suggerisce che la nuova attenzione rivolta alla Groenlandia solleva interrogativi sul modo in cui gli analisti preparano i loro report e che il riferimento alla guerra tra Russia e Ucraina supporta l'idea di Trump di negoziare la fine della guerra tra i due Paesi.