Lunedì 19 maggio 2025, a Chambéry, la seduta del consiglio comunale è degenerata quando il sindaco Thierry Repentin, credendo di avere il microfono disattivato, ha insultato il suo avversario politico definendolo "idiota". Una parola pronunciata a bassa voce, ma ripresa in diretta nel video ufficiale, trasmesso in diretta e poi ritrasmesso su YouTube. Lo sfogo è arrivato dopo oltre cinque ore di dibattito giudicato teso da diversi eletti, in un contesto politico già fragile per l'esecutivo locale. Il sindaco, ex socialista ora classificato come esponente della sinistra eterogenea, sembrava esasperato dai ripetuti interventi del leader dell'opposizione, Aloïs Chassot. Quest'ultimo, sbalordito, ha scoperto l'insulto dopo aver rivisto il video. "Non ci credevo, poi l'ho riascoltato", ha scritto su Facebook, sottolineando che questa lacuna verbale si è aggiunta a una serata segnata dalla rottura con un deputato del partito di maggioranza.
Scuse pubbliche e tensioni persistenti
In risposta alle reazioni, il sindaco si è scusato ieri, martedì 20 maggio, in una dichiarazione, citando "una parola infelice" pronunciata in un momento di tensione e rammaricandosi di "un'espressione che andava oltre i [suoi] pensieri". Afferma di essersi scusato verbalmente con il consigliere in questione. Il gruppo di opposizione, da parte sua, continua a chiedere scuse pubbliche più chiare ed è preoccupato per la direzione intrapresa dalla vita democratica locale. Sullo sfondo, l'intera maggioranza comunale sembra vacillare, a seguito di una spaccatura in seduta e di un clima sempre più conflittuale tra esecutivo e opposizione.
