Vincent Brengarth, avvocato di Rima Hassan, ha richiesto un'inchiesta giudiziaria sulle fughe di notizie avvenute durante la detenzione dell'eurodeputata di LFI lo scorso aprile. In una dichiarazione rilasciata mercoledì 16 settembre, ha inoltre chiesto che il ministro dell'Interno Laurent Nuñez venga interrogato al più presto.
Nuovi sviluppi nel caso delle fughe di notizie avvenute durante la detenzione di Rima Hassan. In una dichiarazione rilasciata mercoledì 16 settembre, il suo avvocato, Vincent Brengarth, ha chiesto l'apertura "immediata" di un'inchiesta giudiziaria e l'interrogatorio del Ministro dell'Interno Laurent Nuñez. La difesa si basa in particolare su nuove notizie di stampa che, a suo dire, sollevano dubbi sulla fonte delle informazioni fornite ai giornalisti.
La vicenda risale ai primi di aprile. Mentre Rima Hassan era in custodia cautelare nell'ambito di un'indagine per incitamento al terrorismo, diversi media hanno riportato il ritrovamento, tra i suoi effetti personali, di prodotti inizialmente descritti come potenzialmente contenenti 3-MMC, una droga sintetica. La procura ha indicato all'epoca che erano state rinvenute sostanze "simili" al CBD e al 3-MMC.
Analisi successive, tuttavia, hanno modificato significativamente il quadro iniziale. I cristalli bianchi esaminati erano composti principalmente da CBD e non contenevano la droga sintetica inizialmente sospettata. Un secondo campione conteneva THC a un livello superiore al limite legale. Il caso di possesso di droga è stato infine archiviato.
La denuncia era stata presentata già ad aprile.
La diffusione di informazioni ottenute durante la detenzione in custodia cautelare ha innescato contemporaneamente un altro procedimento legale. L'8 aprile, Rima Hassan ha presentato una denuncia per violazione della riservatezza delle indagini e per ricettazione di informazioni riservate. Il suo avvocato si è basato in particolare sulle rivelazioni del settimanale satirico Le Canard enchaîné riguardanti possibili scambi di messaggi tra il portavoce del Ministero della Giustizia e diversi giornalisti durante la detenzione.
Cinque mesi dopo, la difesa afferma di avere nuovi elementi da mettere in discussione. Nella sua dichiarazione del 16 settembre, l'avvocato Brengarth indica che lui e Rima Hassan hanno appreso "attraverso la stampa" che Laurent Nuñez avrebbe discusso del caso con dei giornalisti mentre era ancora in corso. L'avvocato fa riferimento in particolare alle informazioni riportate da Franceinfo.
Allo stato attuale, il coinvolgimento personale di Laurent Nuñez in un'eventuale violazione della riservatezza nell'ambito dell'indagine non è stato legalmente accertato. La dichiarazione del signor Brengarth mira proprio a ottenere ulteriori indagini per determinare la fonte delle informazioni diffuse dalla stampa.
La difesa chiede che il Ministro dell'Interno venga ascoltato.
Secondo l'avvocato Brengarth, se le informazioni riguardanti gli scambi tra il ministro e i giornalisti venissero confermate, ciò costituirebbe un'ulteriore violazione della riservatezza dell'indagine e della presunzione di innocenza. L'avvocato colloca inoltre questo episodio in quella che definisce una "molestia giudiziaria" ai danni del suo cliente.
La difesa chiede ora due provvedimenti: l'apertura di un'inchiesta giudiziaria, che consentirebbe di affidare le indagini a un giudice istruttore, e l'interrogatorio di Laurent Nuñez "il prima possibile". L'avvocato Brengarth ritiene necessario identificare i responsabili delle varie fughe di notizie e accertare le circostanze e le motivazioni che le hanno generate.
Questa nuova iniziativa giunge a diversi mesi di distanza dalla controversia scatenata dalla diffusione, durante la detenzione di Rima Hassan, di informazioni riguardanti il presunto ritrovamento di stupefacenti. Questo caso è distinto dal procedimento principale contro l'eurodeputata, ma le circostanze relative alla sua copertura mediatica sono ora a loro volta oggetto di indagine.
