Ad Avignone, il sindaco Olivier Galzi si rifiuta di stringere la mano a Raphaël Arnault e ribadisce la sua posizione "repubblicana".
Ad Avignone, il sindaco Olivier Galzi si rifiuta di stringere la mano a Raphaël Arnault e ribadisce la sua posizione "repubblicana".

Il nuovo sindaco di Avignone, Olivier Galzi, ha suscitato polemiche durante le commemorazioni dell'8 maggio rifiutandosi di stringere la mano al deputato di LFI (Francia Indomita) Raphaël Arnault. L'ex giornalista ha pienamente abbracciato questo gesto simbolico, spiegando che la giornata rappresenta "la vittoria del ritorno della politica sulla violenza" e denunciando quella che considera l'eredità militante dell'ex leader della Jeune Garde (Giovane Guardia), un movimento di estrema sinistra scioltosi dopo diversi episodi di violenza.

Per il sindaco di centro-destra, le cerimonie repubblicane "devono avere un significato". "L'8 maggio è la vittoria della legge sulla legge del più forte", ha dichiarato sulle pagine del quotidiano Dauphiné Libéré, sostenendo che Raphaël Arnault incarna una forma di radicalismo incompatibile con questo spirito di unità nazionale. Questa posizione è stata accolta con favore da diversi amministratori locali e personalità di destra, che vedono in questo rifiuto un richiamo agli eccessi violenti di alcuni gruppi di estrema sinistra.

In seguito all'incidente, Raphaël Arnault avrebbe denunciato il comportamento "scioccante" del sindaco di Avignone. Olivier Galzi, tuttavia, ha difeso la sua decisione, sostenendo che fosse coerente con il simbolismo dell'8 maggio.

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