In Messico 86, Bérénice Bejo interpreta una donna divisa tra l'impegno politico e il dovere materno. Un ruolo intenso che trova un'eco personale nella sua storia familiare e che dà vita a uno dei film più sensibili di questa primavera 2025.
Un ruolo dalla risonanza intima
Bérénice Bejo non ha scelto Messico 86 a caso. Nata in Argentina, è cresciuta in Francia dopo che i suoi genitori, attivisti contrari alla dittatura, fuggirono dal regime di Videla negli anni '1970. Un percorso che trova un'eco toccante nel personaggio di Maria, una rivoluzionaria guatemalteca rifugiatasi a Città del Messico nel cuore degli anni Ottanta. A differenza dei suoi ricordi d'infanzia, questa volta è attraverso gli occhi di una madre che esplora la questione dell'esilio e della lotta politica.
Nel film diretto da César Díaz (Nostre madri), Maria vive nascosta, braccata dalla polizia militare del suo paese d'origine. Cambia parrucca, indirizzo e nome a seconda delle operazioni clandestine che coordina dalla capitale messicana. Fino al giorno in cui suo figlio, che ha dovuto abbandonare quando era ancora piccolo, viene a vivere con lei. Il ritorno di questa bambina costringe Maria a una scelta: restare un'attivista o diventare di nuovo madre.
Un film sensibile sulle scelte impossibili
Questo secondo lungometraggio di César Díaz esplora con grande accuratezza la tensione tra convinzioni politiche e responsabilità familiari. Raccontando una storia ispirata alla sua – il film è dedicato proprio a sua madre – il regista ribalta le prospettive: è l’adulto, e non più il bambino, a diventare il punto di ingresso della storia.
Bejo interpreta Maria con toccante moderazione. La sua recitazione sottile dà vita a questa donna dura, sfuggente ma profondamente umana. Il giovane Matheo Labbe, che interpreta il figlio Marco, colpisce per la sua maturità. Leonardo Ortizgris, nel ruolo del compagno di Maria, completa questo trio con raffinatezza.
Dal punto di vista visivo, Messico 86 privilegia la sobrietà controllata. Telecamera a mano, luce naturale, atmosfera soffusa: tutto contribuisce a creare una vicinanza con i personaggi, senza mai forzare l'emozione. Nonostante un budget modesto, il film ricrea efficacemente il Messico degli anni '80 e offre un huis clos politico teso e commovente.
Un'opera impegnata, tra memoria e trasmissione
Attraverso questo film, César Díaz rende omaggio a una generazione di combattenti nell'ombra, a queste donne, spesso invisibili, che hanno sacrificato la loro vita quotidiana in difesa dei propri ideali. Messico 86 non è una storia spettacolare: è un omaggio discreto, quasi sussurrato, alla complessità della maternità e alla forza del dovere della memoria.
Quanto a Bérénice Bejo, interpreta uno dei suoi ruoli più vissuti. Tredici anni dopo The Artist e il suo trionfo agli Oscar, l'attrice dimostra di saper brillare anche in opere intime, lontano dai riflettori di Hollywood. Messico 86, nelle sale dal 23 aprile, è un film modesto ma essenziale. Un soffio di verità, portato da una donna libera.