Israele promette una dura rappresaglia contro Teheran dopo gli attacchi mortali a Tel Aviv e Haifa
Israele promette una dura rappresaglia contro Teheran dopo gli attacchi mortali a Tel Aviv e Haifa

Israele ha promesso di far pagare a Teheran un "prezzo elevato" dopo che gli attacchi iraniani hanno colpito le città israeliane di Tel Aviv e Haifa prima dell'alba di lunedì, uccidendo almeno otto persone e ferendone più di 100. Mentre le tensioni tra le due potenze regionali si intensificano, il ministro della Difesa israeliano ha avvertito che i residenti della capitale iraniana subiranno presto le conseguenze degli attacchi.

Nel frattempo, l'Iran ha annunciato che il suo parlamento sta lavorando a un disegno di legge per ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), pur continuando a dichiarare di opporsi alle armi di distruzione di massa. Questo forte segnale arriva mentre l'esercito israeliano afferma di aver eliminato quattro alti funzionari dell'intelligence iraniana, tra cui il capo dei servizi segreti delle Guardie Rivoluzionarie, e di aver distrutto più di un terzo dei lanciatori di missili terra-terra dell'Iran.

Gli attacchi iraniani hanno devastato diverse aree civili, tra cui quartieri residenziali a Tel Aviv, il mercato Shuk HaCarmel a Petah Tikva e una scuola a Bnei Brak. L'ambasciata statunitense a Tel Aviv ha subito danni lievi, ma non si sono registrati feriti tra il personale. Secondo i servizi di emergenza, sono scoppiati incendi nei pressi di una centrale elettrica ad Haifa, mentre le operazioni di soccorso sono ancora in corso.

Teheran ha rivendicato la responsabilità di aver utilizzato un nuovo metodo per saturare le difese israeliane, affermando di aver disorientato i sistemi antimissile inducendoli a colpirsi a vicenda. L'esercito israeliano, pur riconoscendo le lacune nella sua copertura, ha continuato i suoi attacchi lunedì mattina, prendendo di mira in particolare i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie.

Questa ripresa della violenza, che segue la massiccia offensiva israeliana di venerdì contro il comando militare iraniano e la sua infrastruttura nucleare, ha già causato 24 vittime civili sul fronte israeliano e almeno 224 in Iran, il 90% delle quali sono civili secondo le autorità sanitarie iraniane. A Tel Aviv, i residenti sotto shock hanno descritto scene di caos, descrivendo edifici crollati e rifugi colpiti dai missili.

Il conflitto ha dominato le discussioni al vertice del G7 in Canada, dove il cancelliere tedesco ha ribadito la sua opposizione all'escalation e ha insistito sul diritto di Israele a difendersi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump Ha dichiarato di sperare in un accordo tra i due Paesi, pur affermando che "a volte bisogna combattere". Ha posto il veto al piano israeliano di assassinare la guida suprema iraniana Ali Khamenei, secondo funzionari statunitensi, rifiutandosi di coinvolgere ulteriormente Washington nella rappresaglia israeliana.

Dal punto di vista economico, i mercati stanno reagendo con cautela: dopo l'impennata dei prezzi del petrolio di venerdì, lunedì i prezzi sono leggermente scesi, mentre gli investitori continuano a valutare le conseguenze di questa escalation senza precedenti in Medio Oriente.

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