"Una cosa è certa per gli inquirenti": Mehdi Kessaci non era il bersaglio del contratto
"Una cosa è certa per gli inquirenti": Mehdi Kessaci non era il bersaglio del contratto

L'inchiesta sull'omicidio di Mehdi Kessaci a Marsiglia si sta ora concentrando sull'ipotesi dello scambio di persona. Secondo diverse fonti vicine al caso, gli inquirenti sono convinti che il ventenne, ucciso a colpi d'arma da fuoco nel novembre 2015 davanti a una farmacia nel IV arrondissement, non fosse il bersaglio iniziale del commando. Si ritiene che gli assassini avessero in realtà come obiettivo il fratello maggiore, Amine Kessaci.

L'indagine condotta dalla polizia giudiziaria di Marsiglia e dall'Ufficio centrale per la lotta alla criminalità organizzata descrive un'operazione meticolosamente pianificata, con diverse squadre mobilitate attorno a un contratto criminale stimato in quasi 100.000 euro. Diversi indagati hanno dichiarato di essere stati incaricati di sorvegliare Amine Kessaci, non Mehdi.

Una figura di spicco nella lotta alla droga sotto pressione

Da diversi anni impegnato nella lotta contro le reti di narcotraffico nei quartieri settentrionali di Marsiglia, Amine Kessaci viveva già sotto protezione della polizia prima dell'incidente, a seguito di diverse minacce. La sua battaglia pubblica contro l'ascesa della mafia della DZ lo aveva posto al centro delle tensioni legate al narcotraffico in città.

Il 13 novembre 2025, Mehdi Kessaci è stato giustiziato in pieno giorno da due uomini a bordo di una motocicletta, con il volto coperto, davanti a numerosi testimoni. Gli inquirenti si stanno ora concentrando sull'ipotesi di uno scambio di persona tra i due fratelli o di informazioni errate fornite al commando.

Un'organizzazione criminale strutturata

Il caso mette inoltre in luce l'elevata organizzazione delle reti criminali di Marsiglia. L'indagine ha identificato diversi intermediari responsabili della sorveglianza, della logistica e degli spostamenti dei sospettati. Alcuni dei presunti partecipanti, molto giovani, sarebbero stati reclutati tramite servizi di messaggistica crittografata utilizzati dalle reti di narcotraffico.

L'assassinio di Mehdi Kessaci ha scatenato indignazione a Marsiglia, dove Amine Kessaci lo ha denunciato come un "crimine politico" volto a mettere a tacere coloro che combattono attivamente il narcotraffico. Mentre diversi sospettati sono già stati posti in custodia cautelare, gli inquirenti continuano le ricerche per identificare gli autori dell'attentato e rintracciare i presunti mandanti.

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