Processo a Samuel Paty: rimossi due magistrati per violazione dell'imparzialità
Processo a Samuel Paty: rimossi due magistrati per violazione dell'imparzialità

Due giudici donna sono state rimosse ieri dal collegio della corte d'assise speciale che esaminava l'appello di quattro uomini per il loro ruolo nell'omicidio di Samuel Paty. La decisione è stata presa in seguito alle domande sollevate durante l'udienza a porte chiuse dell'ex studentessa, la cui menzogna aveva scatenato una campagna d'odio contro l'insegnante.

Secondo la difesa, i due assessori hanno posto domande che rivelavano le loro opinioni, violando il principio di imparzialità sancito dal codice di procedura penale. Gli altri giudici del tribunale hanno accolto la richiesta, citando l'articolo 311, che impone a giurati e assessori di non esprimere le proprie opinioni personali durante il procedimento.

Un tribunale rimpasto per la continuazione di quello che è ancora un lungo processo

La giovane donna, che ha testimoniato a porte chiuse, era stata condannata per falsa accusa dopo aver affermato che Samuel Paty aveva discriminato gli studenti musulmani, nonostante lei non fosse presente alla lezione in questione. La sua testimonianza è stata resa nell'ambito del processo d'appello iniziato a fine gennaio.

Composta da sette magistrati professionisti e due sostituti per questo caso antiterrorismo, la corte d'assise non ha più magistrati sostituti per il proseguimento del procedimento, che dovrebbe durare altre due settimane.

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