Il profilo del diciottenne posto in custodia cautelare dopo l'attacco informatico alla Direzione Generale delle Finanze Pubbliche francese è singolare. Già incriminato in altri due casi di crimini informatici, è implicato in particolare nell'indagine sulla massiccia violazione dei dati che ha colpito Free. Il giovane, noto con lo pseudonimo di "ChatNoir", è inoltre sospettato di aver partecipato all'attacco informatico agli account di BFMTV e RMC X nel 2024.
Nel caso Free, quasi 19,2 milioni di clienti sono stati colpiti dalla massiccia violazione dei dati. Il sospettato aveva 16 anni all'epoca di alcuni dei presunti reati. È stato inoltre identificato come membro del collettivo di hacker "Epsilon", un gruppo il cui nome compare in diverse indagini. Il suo presunto passato criminale ha quindi assunto una nuova dimensione con le indagini condotte dopo l'attacco all'agenzia delle entrate.
Due sospetti, diverse indagini in corso
Anche il secondo sospettato arrestato nel caso DGFiP ha un profilo molto giovane. Minorenne di 16 anni, è noto con lo pseudonimo di "Casquette" e si ritiene che nel 2024 fosse collegato al collettivo "Epsilon". Dopo essere stato trattenuto in custodia cautelare nell'ambito delle indagini sugli attacchi attribuiti a "ZeroBytes", è stato rilasciato in attesa dell'analisi delle sue apparecchiature informatiche. È stato infine interrogato nuovamente prima di essere formalmente incriminato venerdì nel caso "Epsilon". I presunti reati risalgono a un periodo in cui non aveva ancora 14 anni.
I due adolescenti sono ora al centro delle indagini su diversi attacchi informatici rivendicati quest'estate da "ZeroBytes". Il diciottenne è sospettato di essere coinvolto negli attacchi contro l'Agenzia delle Entrate francese (DGFiP), che hanno portato al furto di dati riguardanti almeno 678.000 persone e aziende. È stato posto in custodia cautelare mentre le indagini proseguono sotto la direzione di un giudice istruttore.
Questa serie di casi illustra principalmente la difficoltà che gli inquirenti incontrano nel tracciare i profili di hacker particolarmente giovani, che rischiano di essere coinvolti in diversi casi distinti. È importante ricordare, tuttavia, che le incriminazioni non costituiscono dichiarazioni di colpevolezza. Le indagini dovranno determinare con precisione il ruolo svolto da ciascun individuo nei vari attacchi e stabilire eventuali collegamenti tra i gruppi menzionati nelle indagini.
