Può sembrare incredibile, ma è vero. Il tribunale ha stabilito che la parete di vetro installata nella sala colloqui di Salah Abdeslam dal novembre 2025 non è più giustificata, nonostante l'incidente della chiavetta USB e il livello di sorveglianza ancora eccezionale.
Il tribunale amministrativo di Lille ha disposto un allentamento delle restrizioni per le visite di Salah Abdeslam nel carcere di Vendin-le-Vieil, nel dipartimento del Pas-de-Calais. Condannato nel 2022 all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, una pena spesso definita "ergastolo a vita", per il suo ruolo negli attentati del 13 novembre 2015, potrà nuovamente ricevere visite in una sala colloqui senza essere sottoposto a isolamento fisico sistematico. Il tribunale non ha tuttavia revocato il suo mantenimento in isolamento.
Il ritorno alla tradizionale sala visite dopo diversi mesi trascorsi dietro una parete di vetro.
Dal novembre 2025, le visite a Salah Abdeslam si svolgono dietro una parete di vetro, impedendo qualsiasi contatto diretto con i visitatori. Questa misura più rigorosa è stata implementata dopo il ritrovamento di una chiavetta USB nella sua detenzione. Secondo la procura nazionale antiterrorismo, questa chiavetta conteneva documenti che avevano "relativo alla propaganda ufficiale di organizzazioni terroristiche, Stato Islamico o Al-Qaeda"Gli inquirenti sospettano che questa chiave gli sia stata consegnata durante una visita in carcere dalla sua ex compagna, Maëva B.
I giudici citano la mancanza di prove contro gli altri membri della famiglia.
Per giustificare la rimozione di tale barriera fisica, la corte ha ritenuto che l'amministrazione penitenziaria non avesse fornito alcuna prova concreta a sostegno dell'ipotesi che altri parenti autorizzati a fargli visita intendessero introdurre di nascosto oggetti proibiti. Diverse testate giornalistiche riportano inoltre che queste visite, la maggior parte delle quali autorizzate a partire dal 2016, si sono svolte senza alcun incidente. Nella sua sentenza, la corte osserva infine che, per quanto riguarda Salah Abdeslam, "alla data della presente sentenza, non è stata intrapresa alcuna azione legale" in merito alla chiavetta USB.
Il tribunale pone l'accento sulla vita privata e familiare del detenuto.
Il tribunale amministrativo ha inoltre sottolineato la necessità di preservare i legami familiari del detenuto. Salah Abdeslam è stato sottoposto a isolamento quasi continuativo sin dal suo ingresso in Francia nel 2016 e, a Vendin-le-Vieil, a una sorveglianza particolarmente rigorosa dal suo trasferimento definitivo nel giugno 2024. In tale contesto, il mantenimento di una sala colloqui con parete in vetro è stato ritenuto sproporzionato rispetto alla sua vita privata e familiare.
Una misura meno rigorosa, pur rimanendo un sistema di sorveglianza massimo.
L'allentamento delle sue condizioni carcerarie da parte del tribunale non modifica il resto del suo regime penitenziario. Salah Abdeslam rimane in isolamento a Vendin-le-Vieil, un carcere di massima sicurezza, con lo status di detenuto particolarmente pericoloso. Da tempo descritto come il detenuto più sorvegliato di Francia, rimane soggetto a una sorveglianza eccezionale, con controlli ripetuti dei suoi effetti personali e dei suoi spostamenti all'interno del carcere.
Il caso Maëva B. continua a pesare sul fascicolo
Anche se la separazione fisica nella sala colloqui venisse eliminata, la situazione di sicurezza rimarrebbe estremamente delicata. Maëva B., ex compagna di Salah Abdeslam, è stata formalmente incriminata e posta in custodia cautelare nel caso della chiavetta USB. È inoltre sotto processo in un altro caso, relativo a un attentato pianificato che non prendeva di mira Salah Abdeslam, ma in cui è stata incarcerata insieme ad altre persone a lui vicine. Questa situazione in continua evoluzione continua ad alimentare la vigilanza delle autorità carcerarie nei confronti dell'unica sopravvissuta agli attentati del 13 novembre.