Il fratello di Jérôme Barella, il principale sospettato della morte di Lyhanna, è stato arrestato lunedì presso la stazione di polizia di Auch. Lo ha reso noto BFMTV. È sospettato di aver violentato la sua ex compagna, che ha sporto denuncia nel 2024 per episodi che, a suo dire, si sarebbero verificati nel 2007 e nel 2017.
Una nuova procedura riguardante la famiglia Barella
L'uomo, nato nel 1982, è sotto interrogatorio da parte degli inquirenti in un caso distinto da quello che coinvolge suo fratello, Jérôme Barella. La denunciante, la sua ex compagna, fa riferimento a fatti accaduti in passato, risalenti a due periodi distinti distanti dieci anni l'uno dall'altro. Il suo fermo ha lo scopo di consentire agli inquirenti di confrontarlo con le accuse e di verificare i dettagli della denuncia.
Lyhanna è stata trovata morta dopo sei giorni di ricerche.
Questa udienza per l'affidamento è collegata al caso di Lyhanna, una bambina di 11 anni scomparsa il 29 maggio a Fleurance, nel Gers. Il suo corpo è stato ritrovato il 4 giugno in un silo agricolo abbandonato a Puycasquier, a circa quindici chilometri da Fleurance. L'identificazione è stata confermata tramite confronto del DNA. La causa esatta del decesso deve ancora essere determinata, in quanto sono stati disposti ulteriori accertamenti.
Jérôme Barella incriminato e incarcerato
Jérôme Barella, 41 anni, è stato formalmente incriminato nell'ambito delle indagini sul rapimento, la reclusione e l'omicidio di Lyhanna, una minore di età inferiore ai 15 anni. È stato posto in custodia cautelare. Dal momento dell'incriminazione, la sua fedina penale è stata oggetto di un esame più approfondito: ora è coinvolto in almeno nove procedimenti, tra cui denunce, segnalazioni e azioni disciplinari.
Denunce che rinnovano la pressione sul sistema giudiziario
Prima della morte di Lyhanna, Jérôme Barella era già stato oggetto di diverse denunce e segnalazioni, in particolare per atti di violenza sessuale su minori. Alcuni procedimenti erano stati archiviati, altri erano ancora in corso e, al momento della scomparsa della ragazza, non era stato interrogato in almeno uno di questi casi.
70.000 reclami da esaminare
In seguito allo sconcerto suscitato dal caso, Gérald Darmanin ha ordinato alla procura di esaminare tutte le denunce riguardanti minori, circa 70.000 casi, entro il 14 luglio. Il Ministro della Giustizia ha parlato di un "terribile fallimento dell'azione statale" e ha annunciato che potrebbero essere prese in considerazione sanzioni qualora venissero accertate delle irregolarità.