Cripto-stupri: 88 incriminati, la violenza del denaro digitale prende piede
Cripto-stupri: 88 incriminati, la violenza del denaro digitale prende piede

Ecco una parola che sembra uscita da un brutto thriller, ma che ora compare nei fascicoli investigativi: "criptorapporti". Secondo la Procura Nazionale contro la Criminalità Organizzata (PNACO), 88 persone sono state incriminate in dodici indagini giudiziarie relative a questi sequestri ed estorsioni ai danni di possessori di criptovalute, tra cui più di dieci minori, e 75 sospettati sono attualmente in custodia cautelare. Il metodo è brutale, quasi industriale: ricognizione, sequestro, minacce, poi trasferimenti forzati di beni digitali. I numeri sono in aumento come un mercato azionario in piena volatilità: 18 episodi registrati nel 2024, 67 nel 2025, già 47 dall'inizio del 2026, per un totale di 135 dal 2023.

Tra questi, i recenti arresti illustrano la nervosità del fenomeno, con il sequestro in Savoia di una magistrata di Grenoble e di sua madre a Challes-les-Eaux, poi nella Charente-Maritime quello di una coppia a Dompierre-sur-Mer, casi in cui troviamo sospettati già condannati, accusati di "sequestro di persona, rapimento, sequestro in associazione a delinquere, estorsione e riciclaggio di denaro".

Quando il portafoglio diventa un bersaglio

Ciò che colpisce in tutte le indagini è la confusione tra i vari elementi: metodi criminali classici combinati con guadagni finanziari immediati, difficili da recuperare una volta persi, come l'acqua che scivola tra le dita. Il Programma Nazionale Anticorruzione (PNACO) sta perseguendo una strategia di collegamento tra i casi, condotta con unità specializzate della polizia giudiziaria e della gendarmeria, per smascherare squadre, routine, controlli incrociati – in breve, reti strutturate, non infallibili ma organizzate. Anche la procura invita alla vigilanza, e il messaggio è chiaro: meno esposizione sui social media, cautela di fronte a "richieste" e falsi investigatori, perché l'ostentazione digitale a volte funge da porta d'accesso per i criminali.

Un punto saliente, quasi inquietante, rimane: la presenza di minorenni tra gli accusati, segno di un reclutamento che cerca rapidamente i giovani, spesso per i compiti più rischiosi, mentre chi impartisce gli ordini rimane più difficile da rintracciare, il che fa presagire mesi di indagini e una corsa contro il tempo tra la giustizia e l'economia criminale del mondo completamente digitale.

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