L'acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance si trova ora ad affrontare una nuova sfida legale. La Writers Guild of America, il sindacato che rappresenta gli sceneggiatori americani, ha intentato una causa presso un tribunale federale per bloccare l'accordo. Il sindacato sostiene che la fusione ridurrebbe significativamente la concorrenza a Hollywood, eliminerebbe posti di lavoro e consentirebbe alla nuova entità di esercitare pressioni sui compensi degli sceneggiatori.
La Writers Guild of America chiede che l'acquisizione venga interrotta.
La causa è stata intentata martedì 14 luglio 2026 presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California dalle sezioni orientale e occidentale della Writers Guild of America. Le due organizzazioni chiedono al tribunale di bloccare la fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery sulla base della legge antitrust federale. Il prezzo annunciato per l'acquisizione è di 81 miliardi di dollari per le azioni di Warner Bros. Discovery. Includendo il debito del gruppo, il valore totale della transazione si avvicina ai 111 miliardi di dollari. Paramount e Warner Bros. Discovery sperano di concludere l'accordo entro il terzo trimestre del 2026. Una data di completamento già il 22 luglio è stata menzionata nel procedimento legale contro il progetto. La Writers Guild ritiene che la scomparsa di Warner Bros. Discovery come datore di lavoro indipendente conferirebbe alla nuova entità una posizione dominante nell'acquisto di sceneggiature e nella produzione di film e serie televisive. Secondo la causa, il gruppo risultante dalla fusione diventerebbe il più grande datore di lavoro di sceneggiatori negli Stati Uniti e il maggiore acquirente di programmi originali per cinema e televisione.
Al centro della denuncia ci sono i salari, i posti di lavoro e il numero delle produzioni.
Il sindacato sostiene che la riduzione del numero di studi concorrenti consentirebbe a Paramount-Warner di tagliare le spese per gli sceneggiatori. La denuncia cita la pressione al ribasso sui salari, il deterioramento delle condizioni contrattuali, la diminuzione delle assunzioni e le maggiori difficoltà per i nuovi sceneggiatori che sperano di intraprendere una lunga carriera a Hollywood. La Writers Guild teme inoltre una diminuzione del numero di film e serie prodotti ogni anno. Un gruppo che controlla più studi, reti televisive e servizi di streaming potrebbe ridurre i propri ordini senza temere che un concorrente diretto si faccia carico immediatamente dei progetti abbandonati. Gli sceneggiatori avrebbero quindi meno aziende a cui proporre le proprie sceneggiature o con cui negoziare i contratti.
La causa legale si concentra in particolare su tre segmenti del settore della scrittura audiovisiva: gli sceneggiatori che lavorano a film ad alto budget con buone probabilità di successo al botteghino, gli sceneggiatori impiegati in serie televisive o piattaforme di streaming e gli sceneggiatori vincolati a uno studio da un contratto di sviluppo complessivo. Per quanto riguarda le produzioni cinematografiche, la denuncia si rivolge specificamente ai film con un budget di almeno 100 milioni di dollari. Il sindacato sostiene che Paramount e Warner Bros. Discovery si stiano attualmente contendendo i servizi di numerosi sceneggiatori in questi tre settori. La loro fusione eliminerebbe quindi un importante acquirente. La Writers Guild ritiene inoltre che tale consolidamento faciliterebbe un coordinamento tacito tra i restanti grandi studi per limitare stipendi e commissioni.
Due studi storici riuniti nello stesso gruppo
L'accordo unirebbe due degli ultimi cinque grandi studi cinematografici di Hollywood. La nuova entità controllerebbe Paramount Pictures, Warner Bros., CBS, CNN, HBO, MTV, Nickelodeon, Cartoon Network e HGTV. Includerebbe anche le piattaforme di streaming Paramount+ e HBO Max, nonché franchise come Harry Potter, DC Comics, Mission: Impossible e Top Gun. Questa fusione coinvolgerebbe cinema, canali via cavo, televisione generalista e servizi di streaming. Gli oppositori dell'acquisizione sostengono che le dimensioni della nuova entità le conferirebbero un notevole potere contrattuale nei confronti di sceneggiatori, produttori indipendenti, proprietari di sale cinematografiche e distributori di pay-tv.
La Paramount promette più film e due studi separati
La Paramount respinge le accuse del sindacato. La società sostiene che la fusione, al contrario, rafforzerà la produzione e creerà più lavoro per gli sceneggiatori. Il gruppo ribadisce la sua intenzione di mantenere due studi cinematografici separati e di continuare a commissionare programmi a case di produzione indipendenti. La Paramount si è inoltre impegnata a distribuire almeno 30 film all'anno nelle sale, con una permanenza esclusiva di 45 giorni. La società prevede anche un risparmio di circa 6 miliardi di dollari, principalmente grazie all'eliminazione di spese ritenute superflue in infrastrutture, marketing e funzioni amministrative. Gli oppositori del progetto sostengono che le promesse relative al numero di film non siano sufficienti a eliminare i rischi. Sottolineano che un impegno commerciale può essere modificato anche dopo il completamento della fusione e che il potere della nuova entità si estenderebbe ben oltre la semplice questione del numero annuale di uscite cinematografiche.
Anche dodici stati americani stanno attaccando l'operazione
La causa intentata dagli sceneggiatori è stata presentata il giorno dopo un'altra causa intentata dalla California e da altri undici stati americani. Anche questa coalizione cerca di bloccare l'acquisizione, sostenendo che l'entità risultante dalla fusione potrebbe aumentare i prezzi praticati ai cinema e ai distributori televisivi, riducendo al contempo la scelta a disposizione del pubblico. I procuratori generali hanno inoltre richiesto un'ordinanza restrittiva temporanea e un'ingiunzione preliminare per impedire a Paramount e Warner Bros. Discovery di finalizzare l'accordo prima di un esame completo del caso. Secondo la loro denuncia, la società risultante dalla fusione controllerebbe il 27% della distribuzione dei film più diffusi negli Stati Uniti, il 30% del mercato dei blockbuster e il 27% dei canali via cavo statunitensi di base. Paramount contesta questi calcoli e sostiene che le cause si basano su una rappresentazione errata del funzionamento attuale del settore. L'azienda ritiene che la fusione sia necessaria per competere meglio con Netflix, Disney e le principali aziende tecnologiche nel mercato dello streaming.
Una decisione definitiva ora minacciata da numerosi ricorsi.
Il progetto ha già ricevuto l'approvazione del governo federale statunitense e diversi permessi all'estero, tra cui in Canada, Cina e Australia. Tuttavia, le procedure di revisione sono ancora in corso nel Regno Unito e nell'Unione Europea. Nuove controversie legali potrebbero ritardare il completamento di diversi mesi. Paramount si è impegnata a versare circa 650 milioni di dollari a trimestre agli azionisti di Warner Bros. Discovery se l'acquisizione non verrà completata entro ottobre. Un ritardo prolungato potrebbe anche costringere la società a rinegoziare il finanziamento o a rivedere alcuni termini dell'accordo. Il tribunale federale dovrà ora decidere se l'accordo può essere sospeso prima del completamento. La causa intentata dagli sceneggiatori aggiunge un ulteriore ostacolo al progetto di Paramount Skydance, che sta già incontrando l'opposizione di diversi stati e di alcuni membri dell'industria cinematografica americana.
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