Pormanove
Pormanove

Il tribunale di Parigi si pronuncerà il 19 dicembre sulla richiesta dello Stato francese di bloccare l'accesso in Francia alla piattaforma di streaming australiana Kick. La decisione arriva dopo che il sito ha trasmesso contenuti che mostravano la violenza inflitta allo streamer francese Jean Pormanove, morto in diretta.

Durante un'udienza accelerata, il pubblico ministero ha chiesto la chiusura di circa quindici canali identificati come collegati al canale principale, ormai scomparso, "jeanpormanove". Questi canali ritrasmettevano contenuti del canale originale. Tuttavia, ha respinto la richiesta del governo di bloccare completamente l'accesso a Kick dalla Francia per sei mesi, ritenendo tale misura eccessiva.

Gli argomenti di Kick e del governo

I rappresentanti di Kick hanno dichiarato che la piattaforma aveva già rimosso tutti i contenuti collegati al nome Pormanove. Nel frattempo, l'ex Ministro per gli Affari Digitali Clara Chappaz ha intentato causa contro la piattaforma il 22 settembre, invocando l'articolo 6-3 della Legge per la Fiducia nell'Economia Digitale. Questa disposizione consente la cessazione del danno causato dalla diffusione di contenuti online o l'imposizione di misure preventive.

Kick ha inoltre chiesto alla Corte di esaminare una questione prioritaria di legittimità costituzionale, sostenendo che l'articolo 6-3 viola la libertà di espressione. Tale richiesta sarà esaminata contestualmente al procedimento principale.

La tragedia che ha innescato il procedimento

Jean Pormanove, il cui vero nome era Raphaël Graven, 46 anni, è morto il 18 agosto durante una trasmissione su Kick. Per oltre dodici giorni, il suo canale aveva trasmesso scene in cui lui e un altro uomo venivano insultati, picchiati, tirati per i capelli, minacciati e colpiti con proiettili di vernice. Questi atti di violenza sono stati perpetrati da Owen Cenazandotti, 26 anni, e Safine Hamadi, 23 anni.

L'autopsia, tuttavia, ha concluso che la morte non è stata causata direttamente dall'intervento di terzi. Il canale, seguito da quasi 200.000 utenti internet, ha presentato le scene come contenuti sceneggiati, con i partecipanti pagati tramite donazioni degli spettatori.

Alla fine di agosto, la procura di Parigi ha aperto un'indagine sulle pratiche di Kickstarter, integrando l'indagine condotta dalla procura di Nizza sulle circostanze della morte dello streamer. L'obiettivo è valutare le responsabilità della piattaforma e determinare se debbano essere implementate misure normative per prevenire la diffusione di contenuti violenti e proteggere gli utenti di Internet.

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