Bombetta, redingote e papillon saranno messi da parte per sempre. Popeck, il decano della comicità francese, ha deciso di salutare per l'ultima volta dopo oltre sessant'anni di straordinaria carriera. A 90 anni, il comico si esibirà nel suo ultimo spettacolo, "Torno per l'ultima volta", questo venerdì 19 dicembre al Centro Culturale Auderghem, vicino a Bruxelles. In una toccante intervista, rivela il motivo di questa partenza definitiva: "Il mio scheletro mi ha tradito! Il mio corpo mi tradisce!". Un addio al palcoscenico che sembra la fine di un'era per un monumento della risata che ha attraversato i decenni senza mai vacillare.
Un artista che "vive solo per il palcoscenico"
La decisione non è un capriccio. Nasce da una dolorosa ma lucida presa di coscienza per un uomo che ha sempre definito la sua vita con il palcoscenico. "Sono un artista che vive solo per il palcoscenico, con i personaggi che ho creato, con la comicità. Non so fare altro", confessa con disarmante candore. Dietro la "straordinaria energia" che tutti vedono in lui sul palco si nasconde un uomo esausto. "Nessuno mi vede mai dietro le quinte prima che si alzi il sipario o dopo i bis... Sono intontito", confidava qualche mese fa. Ha trovato la forza di continuare nonostante tutto tra il pubblico, in quei selfie e nelle toccanti parole scambiate dopo ogni spettacolo. Ma a 90 anni, la macchina finalmente cede.
Da Montparnasse all'Olympia: una carriera eccezionale
Judka Herpsu, il suo vero nome, è una leggenda vivente che ha iniziato la sua ascesa alla fama al mitico Café d'Edgar negli anni '1970. Da allora, ha vissuto di tutto: piccoli teatri, grandi luoghi parigini come l'Olympia, il Palais des Congrès e il Casino de Paris, senza dimenticare alcune incursioni nel cinema con registi come Roman Polanski e Yvan Attal. Il suo mondo unico, popolato di personaggi burleschi e teneri, ha affascinato generazioni di spettatori. Mentre si prepara ad appendere il costume al chiodo, si lascia sfuggire un ultimo sogno: tornare sul palco dell'Olympia per l'ultima volta. Un desiderio che rivela quanto la sua fiamma creativa arda ancora, anche se il suo corpo non riesce più a stargli dietro.
Un ultimo "grazie" a Bruxelles
È a Bruxelles, città a lui cara, che ha scelto di dire addio. Un gesto simbolico per questo artista dalle origini diverse, che ha sempre saputo creare un legame unico con il suo pubblico, trascendendo i confini. Questa ultima performance sarà quindi l'occasione per un'ultima comunione, un'ultima risata condivisa prima del silenzio delle quinte. Per Popeck, che ha attraversato difficili prove personali – ha rivelato di essere stato vittima di violenza domestica – il palcoscenico è stato sia un rifugio che una ragione di vita.
Con il calare del sipario su venerdì, una pagina si volta nella storia dello spettacolo dal vivo francese. Popeck lascia dietro di sé l'immagine di un artista completo, inclassificabile e senza tempo, che ha riso fino alla fine, nonostante i colpi del destino e del tempo. La sua eredità? Migliaia di spettatori commossi, sketch iconici e questa certezza: la risata non si ferma mai.