Trent'anni dopo la loro leggendaria collaborazione, Vanessa Paradis ha voluto fare chiarezza. Ospite di Europe 1 questo venerdì 17 ottobre, la cantante ha parlato del suo rapporto con Serge Gainsbourg, l'uomo che ha scritto tutti i testi del suo secondo album. Variazioni sullo stesso ti amoLontana da voci di tensione o provocazione, l'artista 51enne ha raccontato un racconto emozionante di un uomo che descrive come profondamente premuroso.
Nel 1987, Vanessa Paradis è diventata una star mondiale con Joe il taxiAppena uscita dall'adolescenza, attirò l'attenzione di Serge Gainsbourg, affascinato dalla sua voce e dal suo carisma unico. Insieme, registrarono un album di culto, simbolo del passaggio dall'innocenza alla maturità. Eppure la loro collaborazione non fu immune da fantasie. Alcuni la vedevano come una relazione ambigua, altri come tensioni egoiche. Vanessa Paradis ora respinge queste voci senza pensarci due volte. "Era completamente paterno, assolutamente tenero, niente a che vedere con il personaggio provocatorio che vediamo oggi", ha detto a Thomas Isle.
Un rapporto di fiducia e standard elevati
Sebbene Serge Gainsbourg fosse noto per il suo lato sensuale, Vanessa Paradis insiste sul fatto che lui le fosse sempre rispettoso e attento. "Era un uomo incredibilmente elegante, molto gentile e un grande ascoltatore", confida. La cantante afferma addirittura di avergli chiesto di rielaborare alcuni dei suoi testi. "Gli ho fatto rifare le cose; volevo il meglio da lui. E lui l'ha presa molto bene", spiega con un sorriso. Una libertà rara per un artista così giovane, a dimostrazione della fiducia che li univa.
"Il paradiso è l'inferno?" risponde infine.
L'iconica frase di Gainsbourg, "Paradis è l'inferno", ha spesso alimentato fantasie sulla loro relazione. Una frecciatina? Un rimprovero? Vanessa Paradis chiarisce le cose: "L'ho sentito dire fin dalle elementari, non mi ha mai dato fastidio. Era solo un gioco di parole, una frase". Lungi da qualsiasi risentimento, ricorda quel periodo come un mentore esigente ma profondamente umano, che le ha permesso di affermare la sua identità artistica.
Oggi, in occasione dell'uscita del suo nuovo album Il ritorno delle giornate soleggiateVanessa Paradis guarda indietro con gratitudine. "Non credo di aver realizzato all'epoca quanto fossi fortunata a lavorare con lui", ammette. Una collaborazione fondamentale, impressa nella memoria della canzone francese e nel cuore di un'artista che, decenni dopo, continua a seguire le orme del suo illustre mentore.