Partiti liberi: l'Assemblea adotta sanzioni significativamente più severe
Partiti liberi: l'Assemblea adotta sanzioni significativamente più severe

L'Assemblea Nazionale ha approvato un disegno di legge che inasprisce significativamente le sanzioni contro i free party, gli eventi techno spesso organizzati senza autorizzazione. Il disegno di legge, sostenuto dal governo e dalla destra, è stato approvato in prima lettura con 78 voti favorevoli e 67 contrari, secondo quanto riportato dall'AFP. Questa decisione ha profondamente diviso i rappresentanti eletti e le personalità del mondo culturale, tra chi auspica una regolamentazione e chi teme un'escalation della repressione.

Sanzioni più severe per organizzatori e partecipanti.

La legge, promossa dalla deputata di Orizzonti Laetitia Saint-Paul, mira a regolamentare più severamente questi eventi, accusati di generare inquinamento acustico, atti vandalici e tensioni locali, in particolare con gli agricoltori. Secondo l'AFP, introduce pene fino a sei mesi di reclusione e una multa di 30.000 euro per chiunque sia coinvolto nell'organizzazione di una festa gratuita non dichiarata.

Il testo amplia deliberatamente la definizione di responsabilità per facilitare l'individuazione e la sanzione degli organizzatori, spesso difficili da identificare. Prevede inoltre una multa di 1.500 euro per i partecipanti, che può arrivare a 3.000 euro in caso di recidiva: una misura senza precedenti. Allo stesso tempo, la soglia per l'obbligo di notifica viene abbassata a 250 persone, rispetto alle 500 precedenti, il che potrebbe avere un impatto significativo su una parte consistente di questi raduni.

Per il governo, queste misure rappresentano una risposta a sanzioni che in precedenza erano state considerate "insufficientemente dissuasive", come affermato dal Ministro delegato per l'Interno, Marie-Pierre Vedrenne, citato dall'AFP.

Una legge aspramente contestata dalla sinistra e dalla comunità tecnologica.

Questa riforma, tuttavia, ha suscitato una forte opposizione. A sinistra, diversi parlamentari la denunciano come un attacco alle libertà culturali e a una forma alternativa di celebrazione. Andy Kerbrat (LFI) ha accusato lo Stato di "organizzare l'illegalità delle feste libere" negando i permessi necessari, secondo quanto riportato da franceinfo.

Nel mondo della musica elettronica, la mobilitazione è altrettanto forte. In un articolo di opinione pubblicato su Télérama, gli operatori del settore, tra cui l'associazione Technopol, sostengono che "una politica che criminalizza e reprime così violentemente le feste libere" sia più una questione di "autoritarismo" che di sicurezza. Avvertono inoltre di un effetto controproducente: spingere questi eventi ancora più nella clandestinità, con maggiori rischi per i partecipanti.

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