La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita in Yemen ha affermato giovedì che gli Emirati Arabi Uniti hanno aiutato un importante leader separatista a fuggire dal Paese, in uno sviluppo drammatico che probabilmente aggraverà le tensioni tra le due potenze del Golfo. Secondo la coalizione, l'esfiltrazione avviene mentre le forze sostenute da Riyadh stanno nuovamente avanzando verso il porto strategico di Aden, dopo avervi recentemente perso terreno.
La persona responsabile è Aidarous al-Zubaidi, capo del Consiglio di Transizione Meridionale (STC), un movimento separatista del sud sostenuto da Abu Dhabi. La coalizione guidata dall'Arabia Saudita sostiene che Zubaidi abbia lasciato lo Yemen in barca prima di dirigersi verso il Somaliland, da dove sarebbe salito a bordo di un aereo diretto a Mogadiscio. L'aereo sarebbe stato successivamente localizzato in un aeroporto militare di Abu Dhabi.
Questa presunta fuga avviene nel mezzo di una grave crisi scoppiata il mese scorso, quando le forze separatiste hanno lanciato un'offensiva nello Yemen meridionale, in particolare ad Aden, avanzando verso il confine saudita. Riyadh ha descritto l'avanzata come una minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale. La coalizione sostiene che Zubaidi fosse in contatto con funzionari emiratini e che questi ultimi ne abbiano supervisionato i movimenti.
Le autorità somale hanno risposto annunciando un'indagine per stabilire se le loro infrastrutture aeroportuali fossero state utilizzate per il transito di un "fuggitivo politico". L'Agenzia somala per l'immigrazione e la cittadinanza ha avvertito che, se confermate, queste accuse costituirebbero una grave violazione della sovranità nazionale.
Zubaidi non si è presentato mercoledì a Riad per i colloqui di crisi incentrati sui disordini nello Yemen meridionale. Il Consiglio di Transizione Meridionale (STC) ha dichiarato che era stato costretto a recarsi in Arabia Saudita, pur sostenendo che continuava a supervisionare le operazioni militari e di sicurezza ad Aden per evitare un vuoto di sicurezza.
Sul campo, un testimone ha riferito che la situazione ad Aden è apparsa relativamente stabile giovedì, con pattugliamenti da parte delle forze governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita e l'imposizione del coprifuoco notturno. Le forze filo-saudite avrebbero anche riconquistato terreno in altre aree negli ultimi giorni, a seguito delle pressioni di Riad su Abu Dhabi per contenere i separatisti.
L'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, alleati di lunga data e attori chiave nel mercato petrolifero globale, collaborano da tempo all'interno della coalizione contro gli Houthi sostenuti dall'Iran. Ma le loro già latenti divergenze strategiche in Medio Oriente sembrano ora emergere, gettando ulteriore incertezza sulla stabilizzazione dello Yemen meridionale e sull'evoluzione del conflitto.