Washington sta valutando la possibilità di utilizzare risorse iraniane per compensare i suoi alleati del Golfo.
Washington sta valutando la possibilità di utilizzare risorse iraniane per compensare i suoi alleati del Golfo.

Secondo una fonte vicina alla questione, l'amministrazione statunitense sta valutando la possibilità di reindirizzare parte delle risorse iraniane verso il finanziamento della ricostruzione e dei risarcimenti nei Paesi del Golfo colpiti dalle azioni di Teheran. Questa iniziativa giunge in un contesto di crescenti tensioni regionali, caratterizzate da rinnovati scontri tra Stati Uniti e Iran, nonostante i continui sforzi diplomatici.

Secondo questa fonte, il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha incaricato una squadra di valutare l'entità dei danni subiti dagli alleati di Washington nella regione. Le autorità statunitensi esaminerebbero quindi la possibilità di utilizzare risorse iraniane per contribuire alla riparazione di tali danni.

Questa prospettiva giunge dopo le dichiarazioni di Mohsen Rezaei, il quale ha affermato che un potenziale accordo di pace dipenderebbe, in parte, dallo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati dagli Stati Uniti. La fonte citata da Reuters non ha tuttavia specificato di quali beni si trattasse, lasciando intendere che le misure in esame potrebbero estendersi oltre i soli fondi congelati.

Nel frattempo, gli sforzi di mediazione sembrano essersi arenati. Un ministro pakistano si è recato a Teheran sabato con una lettera indirizzata a Mojtaba Khamenei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana ISNA. Il Pakistan sta cercando da diverse settimane di svolgere un ruolo di mediazione per promuovere una de-escalation regionale.

La minaccia di una riallocazione delle risorse iraniane, tuttavia, rischia di alimentare ulteriormente le tensioni tra Washington e Teheran. I negoziati appaiono fragili, poiché entrambe le parti continuano ad accusare l'altra di aver violato il cessate il fuoco recentemente concordato.

Gli scontri sono proseguiti anche questo fine settimana. Le forze statunitensi hanno annunciato di aver colpito installazioni radar iraniane situate a Goruk e sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, dopo aver intercettato diversi droni iraniani che Washington considerava una minaccia per la navigazione commerciale.

Questa nuova escalation illustra la fragilità dell'attuale tregua e sottolinea le crescenti difficoltà incontrate dai mediatori regionali nel raggiungere una soluzione duratura del conflitto.

Condividi

Communauté

commenti

I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.

Sii il primo a commentare questo articolo.

Rispondi a questo articolo

I commenti sono moderati. Messaggi promozionali, email automatiche e link inappropriati vengono bloccati.

Il tuo primo commento, o qualsiasi messaggio contenente un link, potrebbe essere pubblicato previa approvazione.