Gli Stati Uniti hanno ritenuto che gli aiuti internazionali all'Afghanistan dovessero essere rivalutati, nonostante la grave crisi umanitaria che il Paese sta attraversando, a causa dell'atteggiamento dei talebani e delle restrizioni imposte ai diritti delle donne.
Intervenendo a una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite Mike Waltz ha parlato di quella che ha definito una "catastrofe umanitaria" in Afghanistan, sottolineando al contempo le difficoltà di cooperazione con le autorità talebane.
Secondo lui, "l'intransigenza" del regime al potere, in particolare per quanto riguarda i diritti fondamentali, obbliga la comunità internazionale a esaminare attentamente l'efficacia degli aiuti e dell'impegno internazionale nel Paese.
Il diplomatico americano ha anche richiamato l'attenzione sul bilancio della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), il cui rinnovo è previsto a breve. Ha sottolineato che questa missione dispone del bilancio più elevato tra le missioni politiche speciali delle Nazioni Unite.
Mike Waltz ha denunciato in particolare le restrizioni imposte dai talebani alle donne, sottolineando che i dipendenti afghani della missione ONU non potevano nemmeno recarsi sul posto di lavoro.
Le dichiarazioni degli Stati Uniti giungono in un momento in cui l'Afghanistan sta affrontando molteplici crisi, tra cui povertà diffusa, disastri naturali e accesso limitato ai servizi di base per gran parte della popolazione.