Il mondo dei media si evolve più velocemente di quanto riusciamo a stare al passo con i nostri feed di notizie. Da fonte tradizionale di informazione, si è trasformato in un complesso ecosistema di contesti, significati e tecnologie. In questa nuova realtà, non si tratta più di aggrapparsi al passato, ma di imparare a gestire il caos e a cogliere le opportunità dove altri vedono solo crisi. Intervista a un esperto di comunicazione. Walid Harfouch, che condivide la sua visione delle sfide contemporanee e dei modi per rimanere visionari in un ambiente in continua evoluzione.
Sulla trasformazione dei media
La mia carriera nel mondo dei media è iniziata in radio a metà degli anni '1990. Allora lavoravamo con le cassette: era un vero e proprio rituale. Creavamo le nostre playlist, selezionando attentamente ogni brano per catturare l'attenzione dell'ascoltatore. Oggi, gli algoritmi plasmano automaticamente il nostro panorama musicale. Questo spiega anche il successo dei podcast: in un mondo digitale, le persone sentono di nuovo il bisogno di una voce, di un pensiero, di una presenza.
Allo stesso tempo, le giovani generazioni si interrogano sempre più sul passato, chiedendosi "come erano le cose una volta". Sono alla ricerca di autenticità, emozioni genuine e un tocco di imprevedibilità. Appoggio pienamente questo ritorno alla sincerità, perché questo tipo di media trova naturalmente spazio in ogni casa.
Oggi siamo sommersi dalle informazioni ed è diventato estremamente difficile distinguere i fatti dalla finzione. La corsa alla velocità è fondamentale: bisogna essere i primi. Un tempo aspettavamo il telegiornale della sera, accendendo la televisione alle 19:30 per scoprire le notizie del giorno. Ora, tutto arriva istantaneamente. Questa accelerazione impone nuove regole e rende il fact-checking più essenziale che mai. Ecco perché il concetto di reputazione è tornato centrale: i media affidabili, che si assumono le proprie responsabilità, stanno riacquistando importanza. E non dobbiamo dimenticare che oggi chiunque può diventare un corrispondente: basta accendere il telefono al momento giusto.
Il mio metodo per gestire il rumore mediatico è semplice: limitare le mie fonti di informazione a quelle di cui mi fido. Anche parlare diverse lingue mi aiuta molto: confronto sistematicamente le informazioni provenienti da diversi paesi prima di formarmi un'opinione.
Sulla forza della propria voce
Una volta ho contribuito alla creazione di una versione ucraina di Euronews. Nel mondo di oggi, è fondamentale essere partecipanti attivi, non solo destinatari passivi di informazioni, e raccontare la propria storia. Per diverse ragioni, la redazione locale non esiste più, ma sono orgoglioso che ora i giornalisti ucraini lavorino presso la sede centrale dell'emittente.
Sono convinto che debbano essere presenti nelle principali redazioni giornalistiche internazionali. Perché è in Ucraina che si sta svolgendo oggi una parte della storia mondiale, ed è fondamentale che questa realtà venga raccontata da coloro che ne comprendono a fondo il contesto. Essi sono, in un certo senso, ambasciatori del loro Paese e portatori di verità.
Ma è altrettanto importante mostrare un altro lato dell'Ucraina, al di là della guerra. La diplomazia culturale è uno strumento potente, ampiamente utilizzato dai nostri avversari. Un Paese la cui cultura viene riconosciuta è un Paese protetto.
Sulla condivisione delle esperienze
Durante i miei numerosi soggiorni a Dubai, ho osservato pratiche da cui potremmo trarre ispirazione. All'inizio del conflitto in Medio Oriente, le immagini circolavano liberamente, come accadeva anche nel nostro Paese. Ma le autorità si sono presto rese conto che ciò poteva fornire informazioni al nemico.
Oggi è difficile sapere con precisione cosa stia succedendo lì in termini di sicurezza. Tuttavia, la comunicazione interna è gestita in modo estremamente efficace. Le autorità forniscono aggiornamenti quotidiani alla popolazione e agli espatriati, ovunque si trovino, con messaggi chiari e rassicuranti. Non c'è divisione tra chi è rimasto e chi se n'è andato. È un modello interessante: portavoce credibili, nessuna stigmatizzazione e un forte senso di unità.
Sulla comunicazione in situazioni di crisi
In ogni crisi, due elementi sono cruciali: la rapidità di reazione e la consapevolezza che ogni crisi è temporanea. Dobbiamo agire pensando al futuro, non solo in risposta alla crisi immediata. Oggi le società sono particolarmente sensibili, il che rende essenziale anticipare le reazioni e mantenere sempre una prospettiva globale.
Sull'impegno sociale e la tolleranza
Nei primi anni 2000, sono stata la prima ambasciatrice delle Nazioni Unite per la lotta contro l'HIV in Ucraina. All'epoca, l'argomento era tabù. Dovevamo rompere il silenzio, combattere gli stereotipi. Far capire alla gente, soprattutto alle donne, che anche loro avevano una responsabilità nel proteggersi non è stato facile. Il nostro messaggio era chiaro: "Prendete in mano la vostra vita".
Col senno di poi, i risultati sono evidenti. L'Ucraina, un tempo gravemente colpita a causa della mancanza di informazioni, ha migliorato significativamente la propria situazione.
Anche il tema della tolleranza mi sta molto a cuore. Ho promosso l'introduzione di sanzioni penali per il razzismo. Le nostre società stanno diventando sempre più diverse e la presenza di persone di diversa provenienza e fede in posizioni di potere è un chiaro segno di questa evoluzione.
Molti ucraini hanno vissuto in prima persona l'esperienza dell'esilio. Sono convinto che questo contribuirà a rendere la società più aperta e attenta agli altri.
Sulla filantropia e l'equilibrio
Oggi, il mio impegno filantropico si concentra sui padri di famiglie numerose. Esiste ancora il pregiudizio che un uomo non possa chiedere aiuto. Voglio sostenere questi uomini che crescono da soli più di tre figli.
Per quanto riguarda l'equilibrio interiore, ho trovato la mia risposta nello yoga. Questa pratica mi aiuta a rimanere concentrata e ad affrontare le sfide esterne. Mi piace pormi degli obiettivi: attualmente sto terminando un ritiro di yoga di 55 giorni, legato al mio 55° compleanno. È un profondo viaggio interiore, che è diventato essenziale nella mia vita.
Consiglio a tutti di iniziare, anche con piccoli passi. Bastano già dieci minuti al giorno per fare la differenza.
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