Un ex soldato britannico, ricercato dalle autorità keniane da diversi anni, è stato arrestato a Londra in relazione alle indagini sul presunto omicidio di una giovane donna avvenuto nei pressi di un campo di addestramento dell'esercito britannico in Kenya nel 2012. Il caso, rimasto a lungo irrisolto, ha causato forti tensioni diplomatiche tra i due Paesi.
A settembre, il Kenya ha emesso un mandato di arresto internazionale e ha richiesto l'estradizione di un cittadino britannico per l'omicidio della ventunenne Agnes Wanjiru. La giovane è stata trovata morta in una fogna del Lion's Court Hotel di Nanyuki, dopo essere stata vista l'ultima volta in compagnia di soldati britannici di stanza nella zona.
Secondo la National Crime Agency (NCA) del Regno Unito, il sospettato, identificato come Robert James Purkiss, 38 anni, è stato arrestato giovedì da agenti specializzati dopo l'emissione del mandato di cattura. Venerdì è comparso presso la Westminster Magistrates' Court per l'avvio del procedimento di estradizione ed è stato rinviato in custodia cautelare fino alla prossima udienza, prevista per il 14 novembre.
Un'inchiesta giudiziaria del 2019 in Kenya ha concluso che Agnes Wanjiru era stata picchiata e accoltellata ed era probabilmente ancora viva quando è stata gettata nella fossa dove è stato scoperto il suo corpo. Il magistrato incaricato del caso ha attribuito la responsabilità dell'omicidio ai soldati britannici, ma all'epoca non è stata formulata alcuna accusa.
Il lungo ritardo nell'ottenere giustizia ha irritato la famiglia della vittima e le organizzazioni per i diritti umani, che accusano le autorità britanniche di proteggere i sospettati a causa di un accordo bilaterale di cooperazione militare che rende difficile perseguire penalmente i soldati britannici dispiegati in Kenya.
Contattato da Reuters, un portavoce del governo britannico ha rifiutato di commentare l'indagine in corso. Tuttavia, a settembre il Ministero della Difesa ha ribadito il suo impegno a sostenere la famiglia di Agnes Wanjiru e a collaborare pienamente con le autorità keniane per garantire che venga fatta giustizia.