Un agente dell'ICE è stato incriminato in Minnesota per aver sparato a un migrante venezuelano.
Un agente dell'ICE è stato incriminato in Minnesota per aver sparato a un migrante venezuelano.

I procuratori del Minnesota hanno accusato lunedì un agente dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) di aggressione in relazione alla sparatoria di gennaio contro un migrante venezuelano a Minneapolis, in un caso delicato legato all'inasprimento delle politiche sull'immigrazione sotto l'amministrazione di Donald Trump.

L'agente, identificato come Christian Castro, dovrà rispondere di quattro capi d'accusa per aggressione di secondo grado con arma pericolosa, nonché di un'accusa per falsa dichiarazione a fini criminali, come annunciato in una conferenza stampa dal procuratore distrettuale della contea di Hennepin, Mary Moriarty.

L'incidente risale al 14 gennaio, durante un'operazione federale contro l'immigrazione a Minneapolis. Secondo le informazioni fornite dalle autorità locali e da fonti giudiziarie, un cittadino venezuelano, Julio Cesar Sosa-Celis, è stato ferito a colpi d'arma da fuoco durante l'operazione. Il caso si inserisce in una più ampia campagna federale di controllo dell'immigrazione che ha generato notevoli tensioni nella regione.

Inizialmente, le autorità federali avevano affermato che gli agenti erano stati aggrediti dai migranti, citando l'uso di una pala o del manico di una scopa. Tuttavia, le prove video e le successive indagini hanno contraddetto questa versione dei fatti, secondo quanto riportato da diversi media e dagli inquirenti, portando all'archiviazione delle accuse contro i migranti inizialmente incriminati.

Il pubblico ministero Mary Moriarty afferma che le prove dimostrano che la vittima non rappresentava una minaccia al momento della sparatoria e che l'agente ha aperto il fuoco senza una giustificazione sufficiente. Ha inoltre sottolineato che un proiettile ha attraversato diverse stanze prima di fermarsi nella camera da letto di un bambino, evidenziando la pericolosità della situazione.

Le autorità della contea hanno inoltre emesso un mandato di arresto nazionale per Christian Castro, una misura rara in questo tipo di caso che coinvolge un agente federale. Questo caso si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra le autorità locali del Minnesota e le agenzie federali in merito alla gestione delle operazioni sull'immigrazione.

Il caso continua ad alimentare un dibattito nazionale sulla responsabilità delle forze federali e sulla trasparenza delle operazioni in materia di immigrazione, mentre diverse indagini correlate sono ancora in corso nello stato del Minnesota.

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