Il presidente americano Donald Trump Sostiene di aver accumulato una riserva politica superiore a 1,5 miliardi di dollari, una somma colossale che potrebbe mobilitare a piacimento per influenzare le elezioni di medio termine di novembre e la corsa presidenziale del 2028. Questa cifra, superiore a quelle accumulate dai suoi predecessori durante il loro secondo mandato, resta difficile da verificare con precisione, poiché parte dei fondi viene raccolta da strutture con pochi vincoli in termini di trasparenza finanziaria.
Secondo il gruppo non partigiano OpenSecrets, questa somma equivale più o meno a quanto Trump e gruppi esterni hanno speso per la sua vittoriosa rielezione nel 2024. Per fare un confronto, le strutture politiche legate al partito democratico Joe Biden aveva raccolto circa 97 milioni di dollari durante il suo primo anno in carica, una frazione del totale dichiarato da Trump.
I suoi collaboratori sostengono che questa manna finanziaria gli conferisca un'influenza senza pari in vista delle elezioni di medio termine. Trump potrebbe usarla per sostenere candidati repubblicani allineati al suo programma o, al contrario, per finanziare i rivali alle primarie contro i politici repubblicani ritenuti sleali. Ha già minacciato ritorsioni politiche contro i repubblicani contrari alle sue politiche tariffarie e ha preso di mira personaggi come il deputato Thomas Massie e il senatore Bill Cassidy.
Gran parte dei fondi passa attraverso il super PAC MAGA Inc., che all'inizio dell'anno aveva un patrimonio di oltre 300 milioni di dollari, nonché attraverso una rete di organizzazioni non profit pro-Trump con obblighi di rendicontazione limitati. Gli esperti di finanza politica sottolineano che i super PAC godono di notevole libertà nell'utilizzo dei fondi, il che può rendere difficile la loro tracciabilità.
I critici denunciano anche pratiche simili al "pay-to-play", sostenendo che i principali donatori, in particolare quelli provenienti dai settori della tecnologia, delle criptovalute e del tabacco, potrebbero cercare di influenzare le decisioni politiche. Il Campaign Legal Center cita precedenti in cui i flussi finanziari sono stati reindirizzati a entità controllate da collaboratori del presidente o utilizzati per coprire le spese legali.
Resta da vedere come Trump sceglierà di utilizzare questa riserva. Se deciderà di intervenire massicciamente nelle elezioni del Congresso o nelle prossime primarie presidenziali repubblicane – dove saranno menzionate figure come il vicepresidente J.D. Vance o il Segretario di Stato Marco Rubio – il suo tesoro di guerra potrebbe rimodellare per sempre il panorama politico americano.